Lavoro: altri quattro Paesi aprono a bulgari e rumeni

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Grecia, Portogallo, Spagna e Ungheria hanno deciso di abolire le restrizioni all’accesso dei loro mercati del lavoro per i lavoratori bulgari e rumeni, accogliendo così l’invito fatto dalla Commissione europea ai governi dell’UE nel novembre scorso.
I quattro Stati membri dell’UE si vanno quindi ad aggiungere agli altri dieci che avevano già   aperto i rispettivi mercati del lavoro a lavoratori provenienti da Bulgaria e Romania, cioè gli ultimi due Paesi a essere entrati nell’UE. Al momento restano dunque undici Stati membri dell’UE a mantenere le restrizioni alla libera circolazione dei lavoratori bulgari e rumeni: Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi e Regno Unito. La Danimarca ha perಠgià   annunciato che annullerà   le restrizioni a partire dal prossimo 1° maggio.
La crisi economica non puಠessere una ragione per mantenere le restrizioni alla libera circolazione dei lavoratori, ha dichiarato il commissario europeo responsabile per Occupazione, Affari sociali e Pari opportunità  , Vladimà ­r àƒâ€¦à‚ pidla, osservando che la mobilità   della manodopera tende ad autoregolarsi: «I lavoratori vanno dove c’è domanda di lavoro e non restano in un altro Paese in condizioni di disoccupazione».
Va ricordato che il 31 dicembre scorso è terminata la prima fase di disposizioni transitorie, che consentono agli Stati membri di limitare temporaneamente il libero accesso dei lavoratori bulgari e rumeni, restrizioni introdotte da 15 Stati membri su 25 nel gennaio 2007, data d’ingresso nell’UE di Bulgaria e Romania. La seconda fase, ora in corso per gli undici Paesi mantenitori, scadrà   il 31 dicembre 2011, dopodichè le restrizioni potranno essere mantenute solo in caso di grave turbativa (o di minaccia di grave turbativa) del mercato del lavoro e solo per altri due anni.

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