La lotta alla povertà   deve essere una priorità   per l’UE

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La povertà   è un problema globale che affligge soprattutto alcune regioni mondiali, ma si deve constatare che riguarda anche l’Unione Europea. Oltre 100 milioni di persone sono escluse dal mercato del lavoro, mentre circa 79 milioni di persone, cioè più o meno il 16% della popolazione dell’UE, sono a rischio di povertà  , 19 milioni sono bambini e ragazzi e quasi altrettanti sono anziani. Inoltre, le ripercussioni della crisi economico-finanziaria sui livelli di occupazione stanno ulteriormente aggravando la situazione e il rischio di povertà   si sta inesorabilmente estendendo. Tutto ciಠavviene a pochi mesi dall’inizio di un anno che l’UE ha deciso di dedicare proprio alla povertà   e all’esclusione sociale, nella consapevolezza che si tratta di un problema da analizzare in modo serio e approfondito per cercare di risolverlo concretamente.
Finora, infatti, la gravità   e l’estensione del problema povertà   non sono state comprese realmente dai responsabili politici e dall’opinione generale. Quando si parla di povertà   si pensa quasi sempre a casi estremi di esclusione e marginalità   sociale, le si associa spesso il concetto di vulnerabilità  , ma non tutte le persone socialmente escluse o vulnerabili sono povere mentre va compreso chiaramente che il rischio di trovarsi in condizioni di povertà   è ormai ampiamente diffuso e non riguarda più solo casi estremi di esclusione sociale.
La flessibilità   del lavoro senza adeguati ammortizzatori sociali, cioè il concetto di «flessicurezza» tradotto nella realtà   in modo decisamente sbilanciato verso il primo termine che compone il neologismo, oltre al crollo dell’occupazione registrato nell’ultimo anno stanno provocando rapidamente un preoccupante aumento del numero di lavoratori-poveri e di senza-lavoro, con una generale precarietà   lavorativa che diventa economica e che innestandosi su livelli di vita e bisogni di società   a sviluppo avanzato estende ampiamente la fascia di popolazione a rischio di povertà   relativa.
Le condizioni di povertà  , oltre a limitare i diritti fondamentali e le opportunità   di realizzare pienamente il potenziale di coloro che ne sono colpiti, comportano alti costi sociali e ostacolano una crescita economica sostenibile, oltre a riflettere il fallimento del sistema che dovrebbe garantire la redistribuzione di risorse e opportunità   in modo equo. Dunque la povertà   rappresenta un serio problema per l’Europa sociale ma anche economica e soprattutto per il modello di valori su cui si basa la costruzione europea.
La questione è stata affrontata anche nel corso dell’ottava Tavola rotonda europea sulla povertà   e l’esclusione sociale, incontro organizzato ogni anno in occasione dalla Giornata mondiale contro la povertà   (17 ottobre) dalla presidenza di turno dell’UE in collaborazione con la Commissione Europea. àˆ emersa la necessità   di utilizzare anche nelle politiche anti-povertà   il Metodo aperto di coordinamento già   applicato per le politiche su pensioni, sanità  , inclusione sociale. Gli Stati membri dell’UE concordano sulla necessità   di creare nell’Anno europeo 2010 una strategia coordinata di lotta alla povertà   che garantisca sussidi adeguati, accesso a servizi di qualità   e mercati del lavoro inclusivi, cioè quell’inclusione attiva di cui molto si parla ma che fatica ad essere tradotta nella pratica. L’eradicazione della povertà   e dell’esclusione sociale, che tra l’altro costituisce uno degli obiettivi della Strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione, è la priorità   dell’Anno europeo che dovrebbe rappresentare un’occasione storica per un concreto ed efficace impegno politico contro la povertà  , anche perchà© è un anno che si apre con istituzioni europee rinnovate (nuovi Parlamento e Commissione), con un nuovo Trattato di riforma dell’UE e con una nuova strategia decennale che indicherà   gli obiettivi economici e sociali da raggiungere entro il 2020.
Per questo l’European Anti Poverty Network (EAPN), che mette in rete centinaia di organizzazioni europee impegnate nella lotta alla povertà   e all’esclusione sociale, pone all’UE alcune condizioni essenziali per concretizzare l’impegno politico contro la povertà  . La nuova strategia per il 2020, ad esempio, deve porsi questo obiettivo in modo esplicito con uno sviluppo sostenibile misurabile al di là   del PIL, difendendo l’accesso ai diritti, alle risorse e ai servizi con misure tangibili ed efficaci. L’impatto sociale della crisi, poi, riguarda certo l’occupazione ma anche i livelli salariali e gli attacchi ai diritti e alla dignità   delle persone: preservare dignitosi standard sociali ed evitare che le persone più vulnerabili paghino il prezzo più elevato della crisi costituisce una priorità   per l’UE. Per ottenere risultati nella lotta alla povertà   e all’esclusione va inoltre costruito consenso in aree-chiave quali la lotta alla povertà   infantile, la condizione dei senza dimora, la definizione di indicatori di sviluppo, la raccolta e la comparabilità   dei dati, modelli positivi di governance, tutti ambiti in cui è necessario coinvolgere direttamente e sistematicamente le persone in povertà  , gli addetti ai lavori e le organizzazioni sociali già   impegnate in materia. L’Anno europeo poi, osserva l’EAPN, non deve limitarsi a una serie di eventi ma deve invece «segnare una differenza» nella lotta alla povertà   e tutti gli attori devono impegnarsi ad analizzare le cause strutturali della povertà   e del radicamento delle ineguaglianze, oltre a individuare le molte facce della povertà  : «Ciಠsignifica che l’UE deve porsi espliciti obiettivi di riduzione della povertà   e lavorare per ottenere specifici progressi nella difesa dei diritti sociali, garantendo il supporto finanziario all’azione per l’inclusione sociale e la lotta alla povertà  ».
Dai risultati concreti che si otterranno nella lotta alla povertà   e all’esclusione e nella salvaguardia di un dignitoso modello sociale europeo, che garantisca i diritti fondamentali di cittadinanza, dipenderanno la credibilità   e la sostenibilità   del processo di costruzione europea.

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