Incitamento all’odio tra i reati dell’UE?

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La Commissione europea ha proposto un’iniziativa per inserire l’incitamento all’odio e i crimini generati dall’odio tra i reati dell’Unione.

Il significante incremento, in Europa, dei reati causati dall’odio (anche a causa della pandemia di Covid-19) ha portato la Commissione a pensare a un’iniziativa comune per reagire alle minacce al pluralismo e all’inclusività. Questo genere di reato è, infatti, contrario ai valori fondamentali europei sanciti dall’articolo 2 del Trattato sull’Unione europea.

L’iniziativa della Commissione mira a spiegare i motivi per cui è lecito l’ampliamento dell’elenco dei reati dell’UE all’incitamento all’odio e ai reati generati dall’odio alla luce dei criteri stabiliti all’articolo 83, paragrafo 1, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE): secondo questo articolo, infatti, il Parlamento europeo e il Consiglio possono stabilire norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni in sfere di criminalità particolarmente grave che
presentano una dimensione transnazionale. Inoltre, il Consiglio può adottare una decisione che individui altre sfere di criminalità (evoluzione della criminalità), come nel caso dell’incitamento all’odio, consentendo, poi, alla Commissione di proporre una misura concreta per combatterle a livello dell’UE. Diversi sono, quindi, gli elementi che giustificano l’ampliamento dei reati dell’Unione ai reati generati dall’odio: in primis, la loro dimensione transfrontaliera, a causa della
rapida condivisione online; in più, la Commissione ritiene che l’incitamento all’odio e i reati generati dall’odio siano in costante aumento e, per questo motivo, siano da considerarsi come sfera di criminalità particolarmente grave, da arginare al più presto.

Ora l’iniziativa della Commissione dovrà essere sottoposta al Parlamento europeo e al Consiglio dei Ministri, che dovrà decidere al riguardo, all’unanimità.

Per saperne di più: il comunicato della Commissione

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Leonardo Ghibaudo
Sono entrato a far parte di APICE dal 2019 e ho avuto la fortuna di ricoprire il ruolo di co-Vicepresidente dell'associazione dal 2022 al 2025. Mi sono laureato in triennale in Scienze Internazionali e in Magistrale in Studi Europei all'Università degli Studi di Torino. Mi sono, poi, avvicinato ai temi di difesa e sicurezza con un Master di Secondo livello (28° ISSMI) al Centro Alti Studi Difesa (Roma), dove sto attualmente conseguendo il Dottorato in Scienze della difesa e della sicurezza.

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