
Le importazioni di energia nell’Unione continuano a diminuire. Secondo gli ultimi rilevamenti Eurostat relativi al 2025, l’UE ha importato energia per un valore complessivo di 336,7 miliardi di euro, corrispondenti a 723,3 milioni di tonnellate.
Rispetto all’anno precedente, il valore complessivo delle importazioni è diminuito dell’11,1%, mentre la quantità fisica delle merci importate è calata solo dello 0,6%.
Il dato conferma un percorso di progressivo declino iniziato nel 2022 con lo scoppio della guerra in Ucraina; da allora, il valore delle importazioni energetiche è crollato del 51,4% mentre il volume è diminuito del 14,9%.
Analizzando le diverse tipologie di combustibili, emergono dinamiche contrastanti.
Le importazioni di petrolio hanno registrato una decisa flessione, con un calo del 17,8% in valore e del 6,1% in volume rispetto al 2024. Al contrario, il gas naturale liquefatto (GNL) risulta in aumento del 35,2% in valore e del 24,4% in volume rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda il gas allo stato gassoso trasportato attraverso le condutture, si osserva un lieve aumento del valore del 3,4%, accompagnato però da una riduzione dei volumi pari al 5,3%.
Il panorama dei partner commerciali vede gli Stati Uniti consolidare la propria posizione di leadership. Nel 2025, gli USA sono stati il primo fornitore dell’UE sia per quanto riguarda il petrolio (15,1% del totale) seguiti da Norvegia (14,4%) e Kazakistan (12,7%), sia soprattutto per il gas naturale liquefatto, coprendo oltre la metà delle importazioni totali (56,0%).
Per quanto riguarda il gas naturale allo stato gassoso, la Norvegia risulta il partner principale, fornendo il 52,1% delle importazioni europee seguita da Algeria (17,4%) e Russia con il 10,4% delle importazioni.
Per approfondire: EU imports of energy products decreased again in 2025












