Il Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) accoglie con favore la Roadmap per la prontezza della difesa 2030, considerandola un passo cruciale per la sicurezza del continente. In un contesto di crescenti tensioni geopolitiche, sottolinea che una difesa credibile non significa militarizzazione della società, ma rafforzamento delle capacità sotto stretto controllo democratico.
Per raggiungere questo obiettivo, la strategia deve innanzitutto puntare sull’efficienza industriale e l’autonomia, superando la frammentazione causata dai 178 diversi sistemi d’arma attualmente in uso. Il CESE propone di abbattere il protezionismo nazionale incentivando gli appalti congiunti, con l’obiettivo di coprire il 40% della spesa entro il 2027 tramite una piattaforma europea unica; questo approccio sosterrà le piccole imprese innovative e ridurrà la dipendenza dall’estero per energia e materie prime critiche.
Parallelamente, è necessario investire in capacità moderne come cyber-difesa, spazio e protezione missilistica, includendo la difesa navale inizialmente trascurata. Entro il 2027 va inoltre creato uno spazio di mobilità militare fluido, semplificando le regole doganali e potenziando infrastrutture come porti e ferrovie per un uso sia civile che militare.
Infine, tale evoluzione deve preservare la resilienza sociale e la governance: la difesa non deve erodere il modello sociale europeo, pertanto si propone un “Patto per le competenze” per proteggere i lavoratori. Sul piano politico, il CESE raccomanda il passaggio al voto a maggioranza qualificata e la creazione di un Consiglio dei Ministri della Difesa per garantire decisioni rapide, trasparenti e coerenti con i valori dell’Unione.
L’obiettivo finale è una difesa che protegga la pace senza tradire i valori civili, unendo innovazione tecnologica, coesione sociale e trasparenza.
Per saperne di più: Roadmap for European Defence Readiness












