
Il cammino dell’Unione Europea verso la sostenibilità energetica ha segnato nel 2025 un traguardo fondamentale, con il 47,3% dell’elettricità generata proveniente da fonti rinnovabili, un dato in leggera ma costante crescita rispetto all’anno precedente che conferma la solidità della transizione in corso. In questo scenario il vento si è confermato il pilastro principale, coprendo il 37,5% della produzione elettrica pulita, seguito dall’energia solare che, con un incremento record del 24,6% in un solo anno, rappresenta la fonte con la progressione più rapida dell’intero comparto. Al terzo posto si posiziona l’idroelettrico con il 25,9%, nonostante una flessione dell’11,8% dovuta alle variabili climatiche, mentre il restante contributo arriva da biomasse e geotermia. Analizzando la geografia energetica del continente emerge un’Europa a diverse velocità: nazioni come la Danimarca, l’Austria e il Portogallo guidano la classifica con quote di elettricità verde superiori all’80%, dimostrando che l’indipendenza dai combustibili fossili è un obiettivo concreto, mentre realtà come Malta, Cechia e Slovacchia restano ancora sotto la soglia del 20%, evidenziando la necessità di un impegno collettivo più omogeneo. Sebbene la quota di energia rinnovabile sul consumo finale lordo sia quasi triplicata dal 2004 ad oggi, raggiungendo il 25,2% nel 2024, la strada verso il nuovo target europeo del 42,5% fissato per il 2030 richiede un’ulteriore accelerazione nei prossimi sei anni, investendo non solo nella rete elettrica ma anche nei settori del riscaldamento e dei trasporti per garantire una sicurezza energetica che sia anche un volano di crescita economica e occupazionale per tutti i cittadini dell’Unione.
Per un ulteriore approfondimento: eurostat












