E ora Trump guarda e minaccia Cuba

89

Mentre la  guerra degli Stati Uniti e di Israele continua in Medio Oriente in una pericolosa escalation, con le sue distruzioni, le sue violenze nei confronti delle popolazioni civili, creando disastri umanitari di grande portata e mettendo a rischio l’economia mondiale, l’occhio predatore del Presidente degli Stati Uniti guarda con compiaciuta e macabra leggerezza alla sua prossima vittima in America Latina, Cuba.

Parte di quella strategia di sicurezza nazionale  presentata il dicembre scorso, Cuba fa parte di quel nuovo approccio della Casa Bianca volto a “ripristinare la supremazia americana” in America latina e a fare del controllo delle frontiere e della lotta all’immigrazione gli elementi di base della sicurezza americana.

Le relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti rappresentano una delle rivalità più lunghe della storia contemporanea, mettendo a confronto la prima potenza mondiale con un’isola di meno di dieci milioni di abitanti. I due Paesi sono in conflitto soprattutto a partire dalla rivoluzione socialista di Fidel Castro iniziata nel 1953. Da allora ci sono stati momenti di grave tensione, come l’invasione sostenuta dalla CIA, fallita, della Baia dei Porci nel 1961 per rovesciare Castro e nel 1962 la crisi dei missili sovietici con testate nucleari che portò il mondo, in piena guerra fredda, sull’orlo di una nuova guerra.

Cuba è un’isola che dista pochi kilometri dalle coste statunitensi e la sua posizione geografica  è sempre stata percepita dagli Stati Uniti come un pericolo geopolitico. Sotto stretto embargo economico statunitense dagli anni Sessanta, Cuba ha sofferto dell’improvvisa caduta dell’Unione Sovietica agli inizi degli anni Novanta ed ora è più che mai in difficoltà politiche ed economiche anche con il venir meno dell’aiuto fornito dal Venezuela, soprattutto in termini di approvvigionamento energetico.

La situazione di oggi è che generazioni di cubani hanno vissuto sotto il peso di un antagonismo politico tuttora irrisolto e più che mai a rischio di incontrollabile escalation con la nuova “dottrina” di Trump. Non va dimenticato tuttavia che in tutti questi anni ci sono stati tentativi di riavvicinamento, come quello mediato da Papa Francesco nel 2013 e la visita di Barack Obama a Cuba nel 2016, nel tentativo di superare le storiche difficoltà e guardare a nuove relazioni. 

Ma con l’arrivo di Trump alla Casa Bianca nel 2017 e poi nel 2025, la situazione è completamente cambiata : fine dei tentativi di riavvicinamento, ulteriore stretta sulle sanzioni economiche, pressioni politiche, posizioni insultanti e lontane dal rispetto del diritto internazionale e una domanda che pende minacciosa sul futuro dell’Isola e sulle già gravi condizioni di vita della sua popolazione. 

E al riguardo, va salutata l’iniziativa di solidarietà internazionale di molti cittadini che hanno deciso non solo di portare aiuti umanitari ai cubani, ma anche di rompere l’isolamento di Cuba, voluto dagli Stati Uniti. 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here