
In un panorama geopolitico sempre più frammentato, l’Unione Europea si interroga sul futuro dei propri valori fondamentali e di come l’indebolimento della democrazia renda l’Europa sempre meno competitiva.
Questo è stato il focus del seminario “Connecting EU”, organizzato dal Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) in collaborazione con il Consiglio Economico e Sociale della Bulgaria.
Durante l’apertura dell’evento, Marija Hanževački, vicepresidente del CESE per la comunicazione, ha posto una domanda cruciale: può la democrazia resistere alle crescenti pressioni del populismo e della disinformazione? Secondo la vicepresidente, la democrazia sopravvive solo se i cittadini percepiscono che essa è in grado di migliorare concretamente le loro vite.
Per Séamus Boland, presidente del CESE, la risposta alla crisi non deve essere “meno democrazia”, ma una partecipazione più profonda attraverso la protezione degli spazi civici e dei media indipendenti.
Tra i temi affrontati, particolare attenzione è stata dedicata alla disinformazione digitale. Antoinette Nikolova, giornalista, direttrice di “Balkan Free Media Initiative”, ha illustrato un rapporto dedicato alla cosiddetta “TikTokcracy” nei Balcani, analizzando le dinamiche di manipolazione algoritmica e dell’audience emerse durante le elezioni bulgare del 2026.
Tra le principali strategie individuate per contrastare tali fenomeni figurano il rafforzamento dell’alfabetizzazione mediatica e un maggiore coinvolgimento della società civile, al fine di ristabilire un dialogo diretto e consapevole con i cittadini.
Oltre alla sfida del digitale, il dibattito si è esteso alla necessità di definire una nuova bussola economica per l’Europa, capace di conciliare la crescita con la tutela del modello sociale.
I rappresentanti del CESE hanno sottolineato come la competitività non debba tradursi in una riduzione dei diritti, sostenibilità e diritti sociali non sono ostacoli, ma i pilastri di un modello che deve premiare le aziende capaci di guardare al futuro, non solo al profitto immediato.
Sul piano geopolitico, è emerso un forte appello a rafforzare la sovranità europea per superare le dipendenze esterne, in particolare quella statunitense, promuovendo un rinnovato “orgoglio civico” che renda l’Unione un attore globale più autonomo e resiliente.
Anche lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale è stato indicato come un tassello fondamentale di questa strategia: l’adozione di modelli tecnologici propri è considerata essenziale per garantire la protezione dei dati e la sicurezza economica del continente.
Per approfondire: Difendere i valori dell’UE
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