Cuba nel caos: la dura risoluzione adottata dal Parlamento europeo     

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Nel momento in cui Cuba, sotto i riflettori e sotto le continue minacce del Presidente americano Trump, sta vivendo momenti particolarmente duri e di grande sofferenza per la popolazione, il Parlamento europeo ha adottato, il 18 giugno scorso, una risoluzione volta a chiedere all’UE sanzioni per il non rispetto dei diritti umani da parte del regime cubano, riforme economiche e politiche per una transizione democratica e a fornire aiuti umanitari. Una risoluzione che fa purtroppo eco alle minacce stesse di Trump. 

Intanto, “Pongan la corriente!” è la frase che risuona per le strade dell’Avana mentre la popolazione esorta il governo a risolvere la grave carenza di energia che sta colpendo la capitale ed il paese da settimane. 

Nella risoluzione, approvata con 283 voti favorevoli, 199 contrari ed 85 astensioni, gli eurodeputati affermano che, dopo oltre cinque decenni di regime comunista, Cuba è ormai vicina a diventare uno stato fallito. Drammatici sono anche i numeri, che sottolineano la gravità della situazione: l’89% delle famiglie, infatti vive in condizioni di estrema povertà. Le richieste sono state formulate su più fronti. Il primo riguarda la fine della repressione ed il rilascio dei prigionieri politici. Cuba ne contava 1281, un numero record tra cui figurano anche minori. Il Parlamento europeo chiede il rilascio immediato di tutti i prigionieri, la cessazione delle torture e dei maltrattamenti, unico strumento che il regime può ancora utilizzare per mantenere il potere, ed il risarcimento delle vittime di tortura. Inoltre, molto dura è la posizione degli eurodeputati riguardo al rispetto dei diritti umani: si richiedono misure restrittive mirate, nell’ambito del regime di sanzioni dell’UE nei confronti dei responsabili della repressione, compreso il presidente Miguel Díaz-Canel. Il Parlamento chiede anche la sospensione dell’Accordo di dialogo politico e di cooperazione tra UE e Cuba, qualora non si rilevino passi concreti verso la democratizzazione. “l’unica via d’uscita dalle difficoltà, dalla povertà e dall’isolamento vissuti dal popolo cubano passa attraverso profonde riforme economiche e politiche” insistono gli europarlamentari, sostenendo la creazione di una democrazia multipartitica, nella quale dissidenti non siano perseguitati, incarcerati, torturati o uccisi. È necessario, inoltre, che qualsiasi transizione dovrà essere guidata dai cubani e coinvolgere tutti i cittadini, sia quelli residenti sull’isola sia quelli della diaspora, chiedendo al regime di consentire il ritorno degli esuli senza il rischio di ritorsioni. È stato anche posto l’accento sulla creazione di canali umanitari per fornire direttamente alla popolazione cubana energia, alimenti e medicinali. 

Infine, gli eurodeputati criticano il sostegno materiale fornito dal regime cubano alla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, compreso il reclutamento di cittadini cubani destinati a combattere contro l’Ucraina, nonché il rafforzamento della cooperazione militare con Mosca, condannando anche l’allineamento del regime cubano con quello di Alexander Lukashenko in Bielorussia. Intanto, preoccupano sempre più anche le dichiarazioni di Trump, che ha dichiarato come l’isola centro americana potrebbe essere il suo prossimo obiettivo.

La domanda che sorge è: Cuba sarà un altro Venezuela?    

Per approfondire: Cuba: MEPs call for EU sanctions and a push towards transition

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Gabriele Scarpace
Ho 20 anni, ho frequentato il liceo classico e frequento il corso di studi internazionali a Trento. Le mie passioni sono l’attualità, la politica e le relazioni internazionali che si sviluppano tra i diversi attori del mondo. Non posso vivere senza musica e sport.

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