Dev’essere destino che le persone a noi più vicine se ne vadano proprio quando ne abbiamo più bisogno.
È di nuovo capitato con Francesco Guccini, il “maestrone”, senza laurea ma con tanta saggezza e ironia, che ha regalato a più di una generazione di italiani inquieti le domande giuste, come solo sanno fare i filosofi.
Le risposte toccava a ciascuno di noi cercarle, sbagliando e litigando, ma convinti che da qualche parte un senso ci fosse e bisognasse continuare a cercarlo.
In questa stagione del mondo e dell’Europa, in cui credere che la politica abbia ancora un senso e una visione è impresa quasi disperata, il nostro vecchio maestro torna a chiederci di continuare a cercare, magari cantando adesso, rivolti alla passione politica, una sua indimenticabile canzone: “Vedi cara, tu sei molto, anche se non sei abbastanza e non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi. Tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco…Io cerco ancora e così non spaventarti. Quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua…Vedi cara è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già”.













