CdR: più spazio per gli enti locali nel futuro Green deal europeo

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Per le istituzioni europee, il Green deal – la futura strategia ambientale dell’Unione per realizzare una transizione verde verso la sostenibilità, in linea con gli obiettivi degli accordi di Parigi – sarà uno dei fulcri principali della politica europea dei prossimi anni.

Il Comitato europeo delle Regioni (CdR) è fermamente motivato a garantire un ruolo di primo piano agli enti subnazionali nella definizione e attuazione delle attese strategie ambientali e, attraverso l’intervista al suo membro Andries Gryffroy (BE/AE), ha chiarito alcune priorità e proposte relative al coinvolgimento degli enti locali.

In primo luogo, il CdR ha sottolineato l’importante ruolo svolto dagli enti locali nella lotta ai cambiamenti climatici, avendo messo in campo una quota di investimenti pubblici in materia di clima e ambiente pari al 65%. A fronte di tale impegno, tuttavia, fronteggiano da anni riduzioni dei trasferimenti a causa della congiuntura economica, che rischiano di minarne seriamente la capacità di investire in tecnologie e servizi puliti.

Il loro coinvolgimento nella definizione delle politiche ambientali è fondamentale anche alla luce della necessità di adottare un approccio “dal basso”, vicino ai cittadini e al territorio, in grado di tenere in considerazione la complessità della variegata realtà europea. Il CdR ritiene pertanto indispensabile facilitare l’accesso ai fondi da parte degli enti locali e concentrare le risorse su investimenti in grado di produrre un’immediata riduzione delle emissioni e dei costi, con effetti di lungo periodo: tra questi, l’annunciata “Ondata di ristrutturazioni” per il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, e le iniziative per la promozione della mobilità sostenibile, dell’economia circolare e del ricorso a fonti rinnovabili.

Sul fronte delle risorse, il CdR ritiene indispensabile un pieno ricorso alle opportunità offerte dagli strumenti dei fondi strutturali e dal piano per la ripresa, in sinergia con i programmi di ricerca e investimento esistenti come Orizzonte europa, senza dimenticare la necessità di mobilitare quote consistenti di investimenti privati in partnership con il pubblico.

Il CdR ha inoltre avanzato alcune proposte di coinvolgimento degli enti subnazionali nel Green deal europeo, tra cui quella di adottare l’approccio della “città faro”, nel quale una città europea è posta in condizione, attraverso il finanziamento di progetti ad hoc, di sperimentare iniziative all’avanguardia in settori specifici delle politiche ambientali, per poi condividere le buone prassi sviluppate con gli altri enti locali dell’UE attraverso piattaforme come quella già attivata dal CdR.

Infine, il CdR ha proposto la creazione di un quadro di valutazione regionale europeo (European Regional Scoreboard) allo scopo di migliorare il monitoraggio dei progressi compiuti nell’attuazione del Green deal a livello subnazionale.

Per approfondire: il comunicato del Comitato delle Regioni

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