Aspettative e auguri per l’Europa 2011

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Europei consapevoli che il loro bene comune è più importante – e più redditizio – del loro bene individuale e di quello del loro Paese.
Italiani memori che sessant’anni fa furono tra i fondatori della Comunità   Europea e oggi chiamati a ridiventare credibili e protagonisti di una nuova Unione Europea.
Tedeschi così saggi da coniugare la legittima fierezza per la loro crescita economica con la dolorosa memoria di ieri e così preveggenti da capire che per questo nostro continente è infinitamente meglio una Germania europea che non un’Europa tedesca.
Francesi fedeli agli ideali della loro storica Rivoluzione e forti nell’opporsi a derive nazionaliste e populiste che con «libertà©, à©galità©, fraternità©» non hanno nulla a che vedere.
Britannici più disponibili ad attraversare la Manica che non l’Atlantico e a prendere posto sul treno europeo tra i macchinisti piuttosto che tra i frenatori.
Popoli dell’Est europeo orgogliosi delle loro Nazioni e delle sovranità   da poco ritrovate, senza perಠremare contro il processo di unificazione europea.
Politici di ogni colore e Paese, capaci di guardare lontano e, se necessario, essere impopolari, piuttosto che miopi e demagoghi. Più bravi ancora quelli che si faranno da parte, lasciando che nuove figure – giovani o meno – vengano ad irrobustire una classe dirigente spesso deprimente.
Imprenditori così intelligenti da promuovere aziende innovatrici e aperte sul mondo, ma anche rispettose dei diritti inalienabili dei lavoratori.
Sindacati e organizzazioni della società   civile capaci di progettare il futuro restando uniti nel difficile presente di una globalizzazione ancora troppo selvaggia, fonte di ricatti per i lavoratori.
Comunità   ecclesiali e religiose in grado di leggere i segni dei tempi, procedere sulla strada del dialogo ecumenico resistendo all’intolleranza e ritrovare il coraggio della stagione conciliare per promuovere giustizia, sviluppo e pace, per l’Europa e per il mondo.

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Franco Chittolina
Vicepresidente di APICEUROPA, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.

2 COMMENTI

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    Parafransando una canzone di Gianna Nannini …Bello e impossibile !
    Comunque non bisogna mai perdere la speranza : qualcosa si può e si deve fare perchè almeno una di queste aspettative si realizzi nell’Europa 2011. Se non per noi, lo dobbiamo ai nostri ragazzi che in questo momento hanno bisogno più che mai di guardare al futuro con animo fiducioso.

  2. Scrivi il tuo commento qui.

    “..resistendo all’intolleranza..”
    Non mi è chiaro a quale intolleranza si riferisce l’autore.
    Non mi sembra che la Chiesa di oggi possa essere accusata di intolleranza nei confronti di altre fedi. Mi risulta invece in modo agghiacciante la vera e propria persecuzione verso i cristiani che si è scatenata ferocemente, in questi ultimi tempi, in giro per il mondo!!

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