Agenzia per i diritti fondamentali: gravi ritardi nell’integrazione dei rom

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Tre nuovi Rapporti pubblicati dall’Agenzia Europa per i diritti Fondamentali (FRA – Fundamental Rights Agency) nell’ambito del più ampio lavoro “Roma Survey” (indagine sui rom) forniscono dati aggiornati sull’integrazione dei rom in particolare per quanto riguarda l’educazione, la povertà e il lavoro e le discriminazioni di genere.

In tutti e tre i documenti emerge una diffusa esclusione della popolazione rom. Ad esempio il Rapporto dedicato all’educazione rivela che circa il 12% dei rom di età compresa tra i 18 e i 24 anni coinvolti nell’indagine del FRA ha completato cicli di istruzione secondaria o di formazione professionale, a fronte di una percentuale che nella popolazione non rom che vive nelle stesse aree è del 70%.

Per colmare questo divario l’Agenzia Europa invita a investire nell’educazione dei rom sottolineando come essa possa rappresentare non soltanto una via d’uscita dalla povertà, ma anche la strada per una migliore qualificazione professionale che a sua volta è portatrice di maggiore adattabilità a un mercato del lavoro in continuo e rapido cambiamento e, in ultima analisi, elemento positivo per il rafforzamento della competitività europea.

Dai dati su povertà e occupazione emerge invece la terribile situazione dei rom: il 90% di loro ha un reddito inferiore alla soglia nazionale di povertà e solo uno su tre ha un lavoro retribuito, che spesso è pure precario o informale. Inoltre circa il 40% dei bambini vive in situazioni di malnutrizione o addirittura soffre la fame.

Nonostante diffusi atteggiamenti discriminatori, la maggior parte dei rom è attiva nella ricerca di un lavoro ma è necessario mettere in campo più forze per rompere il circolo vizioso dello svantaggio, per dare maggiori e migliori opportunità occupazionali e per ridurre la povertà.

Molto preoccupante è anche la situazione delle discriminazioni di genere: le donne rom vivono una condizione di estrema marginalità, essendo discriminate e marginalizzate non soltanto nella società ma anche all’interno della loro comunità.

Dai dati rilevati in undici Stati membri emerge, ad esempio che nei settori -chiave della società le donne rom sono in posizione di maggiore svantaggio non soltanto rispetto alle donne non rom ma anche rispetto agli uomini della loro stessa comunità. Inoltre, molto spesso queste donne devono farsi carico del lavoro di cura e del lavoro domestico senza avere a disposizione neanche le “facilities” basilari (energia, acqua corrente, elettrodomestici più diffusi).

Questi dati, raccolti periodicamente dal FRA in ossequio a quanto stabilito dalla Commissione Europea (cfr. Comunicazione del 2011 “Quadro Ue per le strategie nazionali di integrazione dei rom entro il 2020) dovrebbero fornire ai decisori politici gli elementi necessari per il miglioramento delle strategie nazionali di integrazione e della loro implementazione.

Per parte sua l’Agenzia Europea dei Diritti Fondamentali continuerà la sua azione di monitoraggio realizzata anche in collaborazione con gli Stati membri e con le comunità rom.

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