Accordo politico provvisorio sul monitoraggio del suolo

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Si stima che dal 60 al 70% dei suoli europei non sia sano a causa dell’urbanizzazione, dei bassi tassi di riciclo dei terreni, dell’intensificazione delle pratiche agricole e dei cambiamenti climatici. Secondo la Commissione, i suoli degradati sono tra le principali cause delle crisi climatiche e della biodiversità e riducono la fornitura di servizi ecosistemici essenziali, comportando un costo per l’Unione di almeno 50 miliardi di euro all’anno.

Per questo motivo, la Commissione europea ha proposto l’adozione di una direttiva sul monitoraggio del suolo, che ha l’obiettivo principale di ripristinare i suoli europei entro il 2050, in linea con l’ambizione dell’UE dell’”inquinamento zero”. Se entrerà in vigore, gli Stati membri dovranno monitorare e valutare la salute del suolo sui propri territori utilizzando indici comuni del suolo e una metodologia comunitaria per i punti di campionamento. Inoltre, in tutela degli agricoltori e dei silvicoltori, la direttiva concordata non imporrà loro nuovi obblighi, ma obbligherà i Paesi membri ad aiutarli nella transizione verso un suolo più sano.

Per maggiori informazioni: il comunicato del Parlamento europeo

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Leonardo Ghibaudo
Studente presso la facoltà di Scienze Internazionali, dello sviluppo e della cooperazione, con sede a Torino.

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