96,5 milioni di persone a rischio di povertà nell’UE: il ruolo dell’inflazione e dei costi energetici

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In un parere adottato nella sessione plenaria di luglio il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha evidenziato il forte impatto dei prezzi elevati sull’economia dell’UE e ha invitato i governi nazionali ad attuare misure per aiutare le famiglie vulnerabili e i settori essenziali.
L’inflazione nell’Unione ha raggiunto il massimo storico dall’introduzione dell’euro: attualmente 96,5 milioni di europei sono a rischio di povertà e di esclusione sociale. Si tratta dei cittadini più colpiti dal forte aumento dei prezzi dei beni e dei servizi, dall’incremento dei costi energetici e dalla perdita di potere d’acquisto.
La crisi energetica ha infatti un notevole impatto sull’economia europea. L’aumento dei prezzi dell’energia, delle materie prime, dei servizi e dei beni industriali ha dato luogo a un’inflazione elevata e indebolito la crescita economica; ha inoltre esercitato una forte pressione sulle finanze pubbliche e sulle imprese, compromettendo la competitività.
Per invertire questa tendenza, il CESE sottolinea che le famiglie e i settori chiave dovrebbero beneficiare di piani volti a ridurre l’impatto dei prezzi elevati dell’energia, e invita le istituzioni europee a istituire meccanismi di controllo.
Al fine di ridurre in modo permanente la domanda di energia, il parere sottolinea che l’UE dovrebbe ridurre la sua dipendenza dai combustibili fossili, riformare il mercato dell’energia elettrica e aumentare gli investimenti nelle energie rinnovabili. Per raggiungere questo obiettivo è essenziale il ruolo delle imprese, che possono fungere da acceleratori per l’elettrificazione dei trasporti e la sostituzione del gas per il riscaldamento.

Per approfondire: il comunicato del CESE

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