Violenza e molestie in Europa

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Un rapporto redatto dalla FRA (Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali) ha raccolto le esperienze di 35.000 persone, provenienti da tutta l’Europa, che sono state vittime di violenza, crimini e molestie. 

Michael O’Flaherty, direttore della FRA, afferma che i dati ufficiali sono inferiori da quelli effettivi e che la legislazione dell’UE prevede misure volte a salvaguardare i diritti delle vittime di reati, che molto spesso non denunciano i crimini subiti.

La relazione Criminalità, sicurezza e diritti delle vittime – Indagine sui diritti fondamentali (8,31 MB) è stata realizzata dalla FRA come bussola per orientare l’agire dei responsabili politici nel rispetto delle leggi internazionali e dell’UE sui diritti delle vittime e per consentire a queste ultime di denunciare più frequentemente i crimini.

Gli aspetti su cui il documento si concentra maggiormente sono:

  • Garantire l’accesso alla giustizia: dal momento che quasi una persona su 10 nell’UE è stata vittima di violenza, gli Stati sono chiamati a offrirgli sostegno e protezione e a consentirgli di partecipare ai procedimenti penali.
  • Offrire sostegno mirato: i giovani, le persone che si indentificano come LGBTI, quelle che hanno una disabilità o che appartengono a minoranze etniche sono le più colpite, gli Stati dovrebbero quindi proteggerli con meccanismi mirati sulla base delle loro esigenze.
  • Supportare meglio le donne: oltre il 37% della violenza fisica contro le donne avviene in casa e circa il 72% dei casi di molestie sessuali sono perpetrati da persone a loro sconosciute, spesso in luoghi pubblici. I Paesi dovrebbero dunque garantire un approccio sensibile al genere nei casi di sanzioni legali, istruzione, protezione e sostegno; come anche prevenire tali crimini tramite l’educazione degli uomini (che sono i maggiori autori di questi reati)
  • Facilitare la denuncia di reati: considerando che solo un terzo delle vittime denuncia i crimini subiti, nonostante questo numero vari a seconda dei diversi Paesi e degli individui coinvolti, gli Stati dovrebbero incoraggiare maggiormente le persone a denunciare i crimini subiti, informandole sui loro diritti anche tramite la società civile e i servizi sanitari. 

I dati utilizzati dalla FRA sono stati raccolti dall’Ipsos MORI in collaborazione con Statistics Netherlands (CBS) nei Paesi Bassi, il Centre des Technologies de l’Information de l’Etat (CTIE) in Lussemburgo e Statistics Austria in Austria.

Per approfondire: il comunicato stampa, domande e risposte sui principali risultati del rapporto, domande e risposte sulla metodologia

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