Vertice NATO: tutte le guerre di Trump

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Riunitosi a Bruxelles l’11 e il 12 luglio, il Vertice NATO è stato di nuovo teatro delle fratture che mano a mano stanno prendendo forma tra Europa e Stati Uniti. Con i suoi soliti toni brutali che nulla hanno a che vedere con la diplomazia, il  Presidente degli Stati Uniti ha trasformato la riunione dell’Alleanza Atlantica, alla sua 69ema edizione, in un solitario e conflittuale confronto con il resto dei Paesi membri, giocando da esigente padrone sulla pelle della sicurezza e della solidarietà atlantica.

Un atteggiamento costante, che si ripete in continuazione ai tavoli degli incontri multilaterali e che sottolinea il rapido mutamento politico in corso negli Stati Uniti e nei rapporti che questi ultimi vogliono instaurare con il resto del mondo. Per quanto riguarda  l’Europa, il minimo che si possa dire è che sta per finire l’epoca di un rapporto solidale e privilegiato, in cui i valori condivisi finora stanno cambiando e prendono direzioni divergenti.

Trump è arrivato al Vertice della NATO per riaffermare questa sua politica e per usare un unico filo conduttore, quello della divisione, della distanza e del tentativo di indebolire l’Europa.  In questo senso, Trump inizia dall’aspetto politico, con un attacco diretto alla Germania, accusandola di acquistare gas russo per i suoi fabbisogni energetici e di diventare prigioniera della Russia. Un’accusa carica di risvolti strategici, che chiamano in causa non solo i rapporti economici fra Stati Uniti e Russia (gli Stati Uniti hanno gas da vendere) ma anche quelli  della sicurezza e  della dipendenza energetica dell’Europa. Temi non da poco, se si considera inoltre che la guerra economica che Trump sta facendo coi dazi, potrebbe riorientare la politica dell’Europa nei confronti della Russia.

Non si puo’ certo dire che sul tavolo del Vertice NATO non ci fossero sensibili temi di discussione : il ruolo dell’Alleanza sui fronti caldi dei conflitti, le missioni di pace, le inquietudini suscitate dalla Russia ai confini orientali dell’Unione europea, le richieste di adesione di Ucraina e Georgia. Eppure, l’attenzione di Trump, sempre con i soliti toni minatori, era sostanzialmente concentrata sul contributo finanziario dei Paesi membri europei, i quali dovrebbero incrementare le loro spese militari per rispettare l’impegno di portarle al 2% del PIL entro il 2024. Pochi i Paesi che si avvicinano a tale percentuale (la Germania ha previsto solo l’1,5% per il 2024, mentre l’Italia si attesta oggi sull’1,15% del suo PIL), cosa che ha portato Trump a minacciare di portare  la richiesta ad un 4%.

Ed anche su questo fronte non sono mancati, da parte del Presidente USA, i richiami agli aspetti economici degli investimenti militari, sottolineando in particolare l’incomparabile qualità del materiale prodotto negli Stati Uniti.

Sebbene ci sia stato un grande sforzo da parte dei paesi europei per far fronte all’atteggiamento americano, richiamando in particolare l’importanza dell’unione e della solidarietà all’interno dell’Alleanza, solidarietà richiamata con fermezza anche dal Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, il risultato del Vertice ha lasciato in sospeso temi rilevanti, come ad esempio il rapporto fra NATO e Russia, principale Paese di riferimento per la sicurezza europea. Trump incontrerà tuttavia Putin il 16 luglio prossimo ad Helsinki, ma al riguardo il Presidente americano non ha dato precisioni sui  contenuti dell’incontro.

Il Vertice ha tuttavia messo in evidenza un aspetto di cui l’Europa dovrà tenere conto : le relazioni transatlantiche stanno cambiando  e non si tratta di un cambiamento dovuto alla presenza e all’imprevedibilità di Trump, ma è qualcosa di più strutturale, inserito nelle evoluzioni geopolitiche e geoeconomiche in corso. Se gli Stati Uniti si orientano verso un’”America first” che potrebbe condurre anche ad un’”Amerca alone”, l’Europa deve invece cogliere l’occasione di questi cambiamenti per guardare, unita, ad un futuro più indipendente e protagonista, sia sul piano della sua sicurezza e difesa, sia sul piano dei suoi valori fondanti, in particolare quelli della solidarietà nelle importanti sfide che deve affrontare.

 

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