Una conferenza di alto livello per la promozione del patrimonio culturale dell’Unione Europea.

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Il prossimo 26 giugno è in programma una conferenza, promossa dal Parlamento europeo,  dal titolo “Patrimonio culturale in Europa: unire passato e futuro”, per rendere visibile a tutto il mondo la ricchezza della differenti culture dei popoli europei. Tale evento si colloca non a caso nel 2018, l’anno europeo del patrimonio culturale, che ha come principale obiettivo quello di rafforzare il senso di appartenenza a un comune spazio europeo.

Quella promossa dai deputati di Strasburgo non è l’unica iniziativa dell’anno del patrimonio culturale europeo. Moltissimi sono infatti i progetti, promossi all’interno dei diversi Paesi membri, per far ritornare i cittadini europei alle differenti origini culturali del nostro Continente. Pur nella diversità, occorre ricordare come la cultura europea presenta radici comuni a tutti i popoli, che oggi sono coinvolti nel progetto comunitario.

La Conferenza prevede gli interventi di differenti rappresentanti politici, di leader europei, di gruppi di interesse e di personaggi famosi, come il pianista e direttore d’orchestra Ezio Bosso. I lavori si articoleranno, in particolare, attorno a tre temi specifici: patrimonio culturale ed europeità; preservare e promuovere il patrimonio culturale europeo; innovazione e potenziale economico del patrimonio culturale.

Anche la Commissione europea, il 22 maggio 2018,  ha lanciato una proposta per una Nuova Agenda europea sulla cultura. Al riguardo e secondo una recente indagine di Eurobarometro,  risulta che più di otto europei su dieci ritiene che il patrimonio culturale sia importante per sé e per la propria comunità. Il 76% degli intervistati ha inoltre dichiarato di essere orgoglioso di monumenti, opere o tradizioni di un altro Paese europeo.

Infine, secondo il rapporto “Il patrimonio culturale conta per l’Europa” pubblicato dalla Commissione europea, mostra che sono circa 300.000 le persone impiegate direttamente nel settore del patrimonio culturale nell’UE, che genera direttamente 7,8 milioni di posti di lavoro.

Per approfondire: il comunicato

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