Un grazie ad Emma Bonino

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Una colonna della democrazia italiana è crollata con la scomparsa di Emma Bonino,

coraggiosa e testarda militante politica, membro combattivo della Commissione europea e ministro della Repubblica italiana, prima con Romano Prodi e poi con Enrico Letta.

Piemontese di Bra, era prima di tutto una cittadina europea impegnata a promuovere la giustizia nel mondo, come dimostrò nel suo impegno per la creazione della Corte penale internazionale e per le sue lotte contro la fame nel mondo.

Forte il suo impegno al Parlamento europeo, in particolare per la difesa dei diritti umani, mentre nella Commissione europea a Bruxelles si è distinta per la sua determinazione e coerenza politica, in particolare nella gestione degli aiuti umanitari e d’emergenza per le popolazioni vittime di conflitti nel mondo.

Al riguardo voglio testimoniare con orgogliosa emozione tutta la sensibilità e la prontezza politica di Emma, la “mia” Commissaria, dimostrate durante un viaggio che facemmo da Conakry a Freetown, in un momento in cui la Sierra Leone era in preda ad una violenta guerra civile e dove i bambini rappresentavano le vittime più indifese. 

Il suo coraggio e la sua lucidità politica, segnata dalle eredità piemontesi di Luigi Einaudi e Duccio Galimberti, lascia più povera una classe politica italiana di non eccelso profilo e ricorda a Bruxelles che impegno politico e lealtà istituzionale non solo possono convivere ma sono indispensabili per fare progredire il progetto europeo in una stagione difficile come quella che viviamo.

Buon viaggio Emma, ci hai lasciato una grande eredità di coraggio e di amore politico. Grazie.

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Adriana Longoni
Tra i fondatori di APICE e a lungo vicepresidente, ha lavorato per molti anni nelle Istituzioni europee coordinando i progetti nell'ambito della cooperazione allo sviluppo e della politica di vicinato, in Guinea Conakry prima e in Caucaso poi. Gestisce l’Antenna di Bruxelles dell’Associazione.

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