Tutela dell’ambiente: distanza tra principi e azioni

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Nell’anno in cui l’Europa ha dato prova di unità   e determinazione nel fronteggiare le sfide ambientali e climatiche (si veda la posizione dell’UE al Vertice di Bali sul clima o, più recentemente, il pacchetto energia approvato a gennaio 2008, o ancora la posizione netta assunta dal Consiglio europeo del marzo scorso), Eurobarometro realizza, su incarico della Direzione Generale Ambiente una survey tramite interviste faccia a faccia, che ha coinvolto 27.000 cittadini europei. La ricerca sul campo è stata realizzata tra il novembre e il dicembre 2007 e i risultati sono stati resi noti in marzo. I temi toccati dall’indagine sono stati: attitudini generali, relazioni con l’ambiente e comportamenti personali, opinioni sulle politiche ambientali, informazioni sull’ambiente.
Il rapporto di ricerca restituisce i dati al livello europeo e a livello nazionale, effettua alcune analisi disaggregate a livello nazionale e, in alcuni casi, effettua una lettura dei dati emersi che tiene conto delle variabili sociodemografiche di sfondo.
Gli obiettivi della ricerca sono rappresentati dalla «misurazione» della diffusione della sensibilità   ambientale tra gli europei e dalla lettura dei legami esistenti, nella percezione dei cittadini europei tra la sensibilità   ambientale dichiarata e le azioni concrete di tutti i giorni.
L’impianto metodologico della ricerca ha consentito di raggruppare gli intervistati sulla base di caratteristiche comuni, pervenendo a una lettura delle differenze di opinione tra i «sensibili» (che sperimentano nella quotidianità   della loro vita l’impatto dei problemi ambientali) e gli «indifferenti».
Sul piano dei comportamenti, invece, la ricerca distingue tre profili caratterizzati da un impegno e da un tasso di attività   crescente nell’implementare modi di rapportarsi con l’ambiente che risultino per quest’ultimo tutelanti: gi «attivisti», i «pragmatici» e i «free riders».
Ulteriori distinzioni, infine emergono, anche a livello ambientale tra gli scettici e i sostenitori delle politiche ambientali dell’UE e in relazione all’impatto dell’informazione sull’evoluzione della sensibilità   ambientale.
Sulla base dei risultati dell’indagine è possibile affermare che i cittadini europei attribuiscono grande importanza alle questioni ambientali e sono sempre più consapevoli del ruolo che l’ambiente gioca nella loro vita: il 96% degli intervistati afferma che la protezione dell’ambiente è importante anche a livello personale.
La consapevolezza delle problematiche ambientali sembra aver permeato l’opinione pubblica: gli europei associano il concetto di ambiente con problemi ambientali di carattere globale quali l’inquinamento delle città   (associazione indicata dal 22% degli intervistati) e il mutamento climatico (19%); decisamente meno frequenti le associazioni di tipo tradizionale tra il termine ambiente e l’immagine di paesaggi caratterizzati da ampi e gradevoli spazi verdi. In coerenza con questo tipo di associazioni gli europei esprimono preoccupazione soprattutto nei confronti di questioni di carattere globale (acqua, aria, clima) come già   era accaduto del 2004.
Risposte globali per problemi globali, così potrebbe sintetizzarsi l’atteggiamento della maggioranza degli europei in tema di politica ambientali. All’Europa viene attribuito, sia pure in maniera non uniforme in tutti gli Stati membri, un ruolo di primo paino: l’82% degli intervistati concorda sulla necessità   di una legislazione ambientale a livello europeo, l’80% afferma che l’UE debba sostenere i Paesi terzi nell’implementazione di politiche ambientali su standard UE e il 78% sarebbe favorevole a un aumento delle risorse economiche investite dall’UE nella tutela ambientale, anche a prezzo di una riduzione delle risorse destinate ad altri settori.
Sempre di più i cittadini europei ritengono lo stato di salute dell’ambiente, al pari dei fattori economici, un elemento importante per la loro qualità   della vita: per il 63% degli intervistati le politiche ambientali possono rappresentare un volano per l’innovazione economica mentre solo il 16% le ritiene un ostacolo alla performance economica e alla competitività  . Cresce anche la consapevolezza dell’importanza di un ruolo individuale del singolo nella tutela e nella difesa dell’ambiente. Non sempre perಠquesta consapevolezza in termini di principio si traduce in azioni concrete: se è vero che nove europei su dieci hanno compiuto almeno un’azione di tutela dell’ambiente nel mese precedente l’intervista (si tratta in genere della raccolta differenziata) è anche vero che sono gli stessi intervistati a dire che molto resta da fare soprattutto sul piano degli stili di vita e dei consumi che non sono percepiti come legati all’ambiente dall’11% degli intervistati.
Sul piano delle intenzioni la ricerca registra la massima disponibilità   a farsi carico dei costi di una maggiore tutela ambientale: il 75% degli intervistati si dice disponibile ad acquistare prodotti «amici dell’ambiente» anche se più costosi. Nella realtà   quotidiana, perà², gli acquirenti di questo tipo ammontano soltanto al 17% del campione.
Il tema dell’informazione sembra, in base ai risultati della ricerca, assolutamente nevralgico: il 42% degli intervistati sostiene di non essere adeguatamente informato sulle questioni ambientali, il 50% si dice abbastanza informato e il 5% si ritiene ben informato. Significativo il fatto che i cittadini che si definiscono bene informati risiedano per la maggior parte nei Paesi dell’Europa del nord; è in quella direzione che bisogna guardare, anche a livello comunitario per vincere la prima e più importante sfida in tema di politica ambientale: la corretta ed esauriente informazione dei cittadini.

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