Stato di diritto e i valori della democrazia al centro della Plenaria di Strasburgo

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Adozione di iniziative a favore della non discriminazione, misure a protezione del bilancio dell’Unione e istituzione del programma Diritti e Valori: questi alcuni dei temi al centro della Plenaria del Parlamento europeo

Durante la sessione plenaria di metà gennaio, molte sono state le misure adottate dal Parlamento europeo a favore della tutela dello stato di diritto.

A seguito della valutazione dei diritti fondamentali dell’anno 2017, il Parlamento europeo ha proposto l’adozione di una risoluzione non legislativa per invitare gli Stati membri ad adottare misure che condannino le limitazioni della libertà di parola, nonché le violazioni dei diritti fondamentali dei migranti e dei richiedenti asilo o altre forme di discriminazione (per esempio di genere).

Inoltre, il Parlamento europeo ha approvato una proposta di regolamento “sulla tutela del bilancio dell’Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo stato di diritto negli Stati membri” che fa parte integrante del pacchetto di bilancio a lungo termine dell’UE (QFP 2021-2027).

Questa proposta intende sanzionare – attraverso apposite misure di riduzione dei finanziamenti – i governi che non adottano misure di contrasto alla corruzione o alle frodi o, più in generale, allo stato di diritto.

La decisione di ridurre o sospendere i fondi comunitari sarà adottata dalla Commissione di concerto con una commissione indipendente di esperti che valuteranno le “carenze generalizzate per quanto riguarda lo stato di diritto”.

La Commissione, coadiuvata da un gruppo di esperti indipendenti, ha individuato alcuni requisiti indicativi della lesione dello stato di diritto e cioè: il mal esercizio della funzione di controllo finanziario, la mancata prevenzione e repressione dell’evasione fiscale e della concorrenza fiscale, la mancata collaborazione con l’Ufficio europeo per la lotta antifrode e la Procura europea, il mancato recupero dei fondi europei indebitamente versati.

Le valutazioni volte ad accertare il mancato rispetto di queste garanzie minime dello stato di diritto verranno svolte da una commissione indipendente composta di esperti di diritto costituzionale e di questioni finanziarie, di cui un membro sarà nominato da ogni Parlamento nazionale e cinque saranno nominati dal Parlamento europeo.

A seguito della valutazione condotta dal gruppo di esperti, la Commissione potrà decidere di attuare le misure sanzionatorie che potranno essere gradate a partire dalla sospensione degli impegni, all’interruzione dei termini di pagamento, alla riduzione dei prefinanziamenti o alla sospensione dei pagamenti.

La procedura che avvierà la Commissione sarà comunque volta a preservare gli interessi della società civile e dei beneficiari finali: il pagamento verrà loro destinato, ma la Commissione presenterà poi una proposta di storno al Parlamento e ai ministri dell’UE al fine di trasferire nella riserva di bilancio un importo pari al valore delle misure proposte. La decisione della Commissione può comunque essere modificata o rifiutata dal Parlamento con una votazione a maggioranza dei voti espressi oppure dal Consiglio con una deliberazione a maggioranza qualificata.

Oltre a questa proposta di regolamento, il Parlamento europeo ha approvato alcuni emendamenti alla proposta di istituzione del programma Diritti e Valori  attraverso cui sono avanzate ulteriori forme di tutela dello stato di diritto attraverso la concessione di finanziamenti ad organizzazioni della società civile nel caso in cui lo Stato di appartenenza stia attentando ai valori della democrazia e dello stato di diritto.

Questa decisione si inserisce in un filone in cui il Parlamento si sta facendo sostenitore di campagne di sensibilizzazione sui valori fondamentali europei e sui diritti e gli obblighi derivanti dalla cittadinanza europea, nonché di giornate di commemorazione di vittime in conseguenza di regimi totalitari.

I deputati hanno altresì proposto iniziative a favore della tutela dei diritti fondamentali e della fiducia tra Stati membri e nei confronti dei cittadini, per esempio attraverso progetti di gemellaggio tra città, la creazione di difensori dei diritti umani e informatori, il sostegno di misure contro odio e disinformazione, nonché la protezione delle vittime di violenza.

Per approfondire: la promozione dello stato di diritto, sanzioni per i Paesi che non rispettano lo stato di diritto

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