Serve un cambio di passo per ridurre le morti da inquinamento atmosferico

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Anche quest’anno, l’AEA, l’Agenzia europea dell’ambiente, ha pubblicato gli ultimi dati sulla qualità dell’aria in Europa. Dal rapporto “Air quality report”, che contiene informazioni sulla qualità dell’aria relative al 2018, si evince che la quasi totalità degli europei risente ancora delle conseguenze dell’inquinamento atmosferico, che causa circa 400 000 decessi prematuri in tutto il continente. Inoltre, è stato evidenziato come sei Stati membri abbiano superato il valore limite dell’Unione europea (UE) per il particolato fine (PM2,5): Bulgaria, Cechia, Croazia, Italia, Polonia e Romania. Solo quattro paesi europei – Estonia, Finlandia, Irlanda e Islanda – presentavano concentrazioni di particolato fine inferiori ai valori guida più restrittivi dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Il nuovo rapporto dell’AEA rileva quindi che permane un divario tra i limiti legali per la qualità dell’aria dell’UE e gli orientamenti dell’OMS.

Ciononostante, il medesimo rapporto mostra come le politiche dell’UE, nazionali e locali e le riduzioni delle emissioni in settori chiave abbiano contribuito a migliorare la qualità dell’aria in tutta Europa. Dal 2000, infatti, le emissioni dei principali inquinanti atmosferici, compresi gli ossidi di azoto (NOx), provenienti dai trasporti, sono diminuite in misura significativa. Proprio grazie alla migliore qualità dell’aria, nel 2018 i decessi prematuri provocati dall’inquinamento da particolato fine sono stati circa 60 000 in meno rispetto al 2009. Sul tema, inoltre, la Commissione europea ha recentemente pubblicato una tabella di marcia per il piano d’azione dell’UE verso l’obiettivo dell’azzeramento dell’inquinamento, che rientra nel quadro del Green Deal europeo.

Infine, la relazione dell’AEA mette in guardia anche sui collegamenti esistenti tra l’attuale pandemia da Covid – 19 e la qualità dell’aria, segnalando come, anche se l’esposizione di lungo periodo agli inquinanti atmosferici causi malattie cardiovascolari e respiratorie, non sia ancora del tutto chiaro il nesso di causalità tra le infezioni da Covid – 19 e l’inquinamento atmosferico.

“È buona notizia che la qualità dell’aria stia migliorando grazie alle politiche ambientali e climatiche che abbiamo attuato. Ma non possiamo ignorare il dato negativo: il numero di decessi prematuri in Europa dovuti all’inquinamento atmosferico è ancora troppo elevato. Con il Green Deal europeo ci siamo posti l’ambizioso obiettivo di ridurre a zero tutti i tipi di inquinamento”, ha commentato  Virginijus Sinkevičius, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli oceani e la pesca.

Per approfondire: il comunicato della Commissione

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