Riforma elettorale UE: gli europarlamentari chiedono regole comuni e liste transnazionali

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Martedì 3 maggio il Parlamento europeo ha approvato in plenaria la proposta di riforma della legge elettorale europea che andrà a definire nuove regole comuni per l’organizzazione delle elezioni europee. L’obiettivo alla base del progetto è una radicale trasformazione dell’organizzazione delle elezioni europee, da un livello esclusivamente nazionale e plurale ad un’unica formula di elezione europea.

Secondo quanto previsto i partiti politici europei o le coalizioni di partiti nazionali potrebbero dunque presentare nuove liste elettorali transnazionali guidate da un candidato di punta che concorrerebbe alla carica di Presidente della Commissione europea. Le liste dovrebbero rispettare la regola dell’equilibrio geografico tra i loro candidati che dovrebbero per esempio provenire da paesi grandi, medi e piccoli in ordine alternato. I candidati potrebbero di conseguenza presentarsi in tutti gli Stati membri consentendo agli elettori europei di esprimere direttamente la loro preferenza per le istituzioni alla guida della UE; superfluo evidenziare che ciò rafforzerebbe ulteriormente la democrazia europea e la legittimerebbe senza riserve.

Rispetto alla tradizione di tenere le elezioni europee dal giovedì alla domenica, con ciascun Paese che segue le proprie norme elettorali, è stato invece proposto che in tutti gli Stati membri vengano svolte il 9 maggio in occasione del giorno dedicato alla Festa dell’Europa. Il diritto al voto sarebbe garantito a partire dai 16 anni, mentre ogni cittadino sopra i 18 anni potrebbe decidere di candidarsi alle elezioni.

Tutti gli Stati dovranno poi introdurre il voto per corrispondenza per le elezioni europee sostenendo e assicurando contestualmente l’uguaglianza di genere all’interno di tutte le liste. 

Eventuali aggiornamenti della legge elettorale europea dovranno passare attraverso una procedura decisionale speciale. 

La proposta elaborata dal Parlamento europeo potrà essere modificata dal Consiglio; il testo finale dovrà essere adottata all’unanimità, previa approvata dal Parlamento europeo. Ogni Paese dell’UE dovrà approvare le disposizioni affinché queste possano entrare in vigore.

Per approfondire: il comunicato del Parlamento europeo

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