Quote rosa nella politica

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Il dibattito dell’ARLEM sulla questione della parità dei sessi e delle quote di genere

Il 18 ottobre scorso, l’Assemblea regionale e locale euromediterranea (ARLEM) si è riunita per discutere di alcuni temi dell’agenda dell’Unione Europea e di quella degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. La questione centrale verteva sull’incremento della presenza femminile nella politica e si è vista condotta da un gruppo di sole donne provenienti da Unione Europea e Nord Africa.

Ciò che è emerso dalle loro testimonianze è che, nonostante l’introduzione di specifiche leggi sulla percentuale obbligatoria di presenza femminile negli organi politici, la partecipazione delle donne è sì aumentata, ma sporadicamente, spesso in lavori poco qualificanti  e non sempre dando i risultati sperati. Spesso, infatti, l’assunzione di donne nel mondo politico viene utilizzata come metodo per soddisfare le condizioni che vengono imposte dalle cosiddette “quote rosa” e non come opportunità di dar loro spazio in un contesto prettamente dominato da uomini.

L’impatto delle “quote rosa” è stato sottolineato da interventi sia maschili che femminili che hanno evidenziato come gli sforzi compiuti per questo processo d’integrazione provochino ancora qualche dissapore e difficoltà, arrivando anche a sfociare in episodi di disparità. Da qui la necessità di stabilire delle leggi per garantire una più equa parità di genere.

Per approfondire: il comunicato del Comitato delle Regioni

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Studentessa di Scienze della Mediazione Linguistica presso l'Università degli Studi di Torino. Fortemente appassionata delle arti ed innamorata della musica.

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