Proposte dell’Europarlamento contro la recessione

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Per far fronte ai rischi di recessione e di instabilità   finanziaria, il Parlamento europeo chiede un maggior coordinamento economico a livello europeo, aumenti salariali e un’applicazione «intelligente» della flessibilità   del Patto di stabilità   e crescita, mantenendo perಠbilanci pubblici sani.
Gli eurodeputati ritengono utile istituire un meccanismo obbligatorio di consultazione e coordinamento tra la Commissione e gli Stati membri prima di adottare misure economiche rilevanti, soprattutto per quanto riguarda le disposizioni in risposta alla volatilità   dei prezzi dell’energia, delle materie prime e delle derrate alimentari. Inoltre, devono essere valutate le ricadute degli interventi pubblici a favore del settore finanziario e industriale e definite con esattezza le condizioni da porre ai salvataggi di banche: la Commissione dovrebbe farsi promotrice di indicatori/linee guida al fine di garantire un’attuazione compatibile e coordinata dei diversi piani nazionali.
Dal momento che i massicci interventi pubblici di salvataggio e sostegno dell’industria bancaria e finanziaria «avranno conseguenze evidenti sulle finanze pubbliche e sul reddito dei cittadini», l’Europarlamento considera necessario che il carico fiscale «sia adeguatamente ed equamente ripartito tra tutti i contribuenti». A tal fine è richiesta una «adeguata» imposizione fiscale per tutti gli attori finanziari e una «progressiva ed incisiva» diminuzione della pressione fiscale sui salari medio-bassi e le pensioni, con detrazioni fiscali, revisioni delle aliquote, restituzione del drenaggio fiscale, «così da ridurre la povertà   e favorire i consumi e la crescita della domanda». Un richiamo è poi rivolto per un approccio coordinato a livello europeo contro l’evasione e i paradisi fiscali, «nell’interesse dei cittadini, dei contribuenti e dei conti pubblici», soprattutto in un momento in cui il consolidamento finanziario e il livello del debito pubblico «rischiano di essere negativamente intaccati dai cospicui interventi pubblici a favore dei grandi attori finanziari e industriali».
Secondo i deputati europei, la sostenibilità   delle finanze pubbliche è «una condizione necessaria e prioritaria» per la stabilità   e la crescita e la definizione delle politiche macroeconomiche, occupazionali, sociali ed ambientali di ogni Stato membro, ma anche per la tenuta dell’economia e del modello sociale europeo. Deficit e debito pubblico hanno infatti effetti negativi sulla crescita, perchà© limitano i margini di manovra degli Stati membri nei periodi di crisi, per questo gli Stati membri sono chiamati a maggiori sforzi per il consolidamento finanziario e la riduzione del debito pubblico appena riprenderà   la crescita. Intanto serve una politica europea di investimenti pubblici infrastrutturali definita e coordinata sulla base di obiettivi comuni e condivisi, politica che dovrebbe essere finanziata non solo dai bilanci nazionali e (parzialmente) dal bilancio dell’UE, ma anche da nuovi strumenti finanziari europei (come gli Eurobond o un Fondo di investimento europeo) finalizzati a sostenere la crescita, la produttività   e la competitività   dell’UE nel contesto internazionale.

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