Per non dimenticare Marcinelle

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8 agosto 1956, una data che ha segnato una delle più grandi tragedie nelle miniere di carbone del Belgio. A Marcinelle, a più di mille metri di profondità, prende fuoco una condotta d’olio, causando 262 vittime di 12 nazionalità diverse. 136 erano italiani. 

Non si può dimenticare Marcinelle, intima parte della nostra storia italiana e riflesso della nostra emigrazione, con tutto quello che ciò comporta in termini di sacrificio, di coraggio, di adattamento e, spesso, di muta rassegnazione. Ma la tragedia di Marcinelle rappresenta anche, nei rapporti di forza fra Paesi all’indomani di una guerra devastante, un tassello importante nella nascita e nella crescita dell’Europa, un momento che ha messo sotto i riflettori della pace e dell’integrazione europea i temi e l’urgenza della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro, a partire dalle miniere dell’allora Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA). 

Sono trascorsi 65 anni da allora e il messaggio lasciato dalle vittime di Marcinelle è ancora di grande attualità nel percorso verso la cultura di un lavoro dignitoso, sicuro, regolare e correttamente retribuito. Ce lo ricordano le vittime del lavoro di questi ultimi giorni e le impietose statistiche dei primi sei mesi del 2021 in Italia: 538 “morti bianche”. Si, ancora oggi, si muore per lavoro.

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Adriana Longoni
Tra i fondatori di APICE e a lungo vicepresidente, ha lavorato per molti anni nelle Istituzioni europee coordinando i progetti nell'ambito della cooperazione allo sviluppo e della politica di vicinato, in Guinea Conakry prima e in Caucaso poi. Gestisce l’Antenna di Bruxelles dell’Associazione.

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