Parlamento europeo: il resoconto della seconda plenaria di ottobre

Molti i temi toccati nella sessione plenaria del Parlamento europeo appena conclusasi

Nel corso dell’ultima sessione plenaria che si è svolta a Strasburgo dal 21 al 24 ottobre 2019, il Parlamento europeo si è occupato di numerosi argomenti, dal dibattito sull’operato della Commissione Juncker all’accordo relativo a Brexit, dall’annuncio del vincitore del Premio Sakharov alla condanna dell’azione militare turca in Siria.

Il presidente uscente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha partecipato a un dibattito nel quale il Parlamento europeo ha discusso in merito all’operato della Commissione nel corso degli ultimi cinque anni. Al politico lussemburghese sono stati riconosciuti, tra gli altri, meriti nella gestione della crisi economica, grazie anche all’allontanamento dalle politiche di austerità, e nei negoziati relativi all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea (Brexit); è stata, tuttavia, rimarcata un’azione non abbastanza incisiva nella lotta al cambiamento climatico, nella salvaguardia del patrimonio ambientale e nella protezione degli informatori.

I deputati e le deputate si sono, poi, soffermati sull’accordo relativo a Brexit raggiunto tra l’UE e il governo di Londra. Nonostante tale accordo sia al momento sotto analisi da parte della commissione Affari costituzionali, si pensa che il Parlamento europeo debba pronunciarsi a tal proposito soltanto dopo un’eventuale approvazione del Parlamento britannico.

La conferenza dei presidenti ha conferito il Premio Sakharov per la libertà di pensiero a Ilham Tohti, un economista cinese che al momento sta scontando la pena dell’ergastolo a causa della lotta pacifica che ha intrapreso per difendere i diritti della minoranza uigura. David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, ha domandato che Tohti «venga immediatamente rilasciato dalle autorità cinesi» e ha annunciato che il 18 dicembre si terrà la cerimonia di consegna del Premio.

In tema di politica estera, nel corso della sessione plenaria si è discusso dell’azione militare turca in Siria ed è stata espressa una ferma condanna nei confronti dell’esecutivo di Ankara. Al tempo stesso, l’Unione Europea è stata invitata ad assumere azioni concrete contro la Turchia, quali embargo delle armi, sanzioni contro i funzionari governativi e sospensione degli accordi commerciali, nonché, come extrema ratio, dell’unione doganale.

Poiché si apriranno presto i negoziati con il Consiglio, il Parlamento europeo ha, inoltre, adottato la propria posizione relativa al bilancio dell’Unione Europea, aggiungendo più di due miliardi di euro alla tutela del clima. 

Nel corso della sessione plenaria, infine, i deputati e le deputate hanno invitato gli Stati membri a raggiungere un accordo per far sì che le multinazionali siano costrette a dichiarare pubblicamente i profitti e le tasse versate in ciascuno Stato membro dell’Unione Europea. Nonostante il Parlamento europeo ritenga che, grazie a tale misura, la trasparenza possa essere migliorata e il trasferimento degli utili disincentivato, va riconosciuto come nel Consiglio non siano stati compiuti molti progressi in materia.

Per approfondire: il comunicato del Parlamento europeo

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