Oxfam e le disuguaglianze nel mondo

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Puntuale come ogni anno, Oxfam pubblica alla vigilia del Forum economico mondiale di Davos, il suo rapporto sulle disuguaglianze e la povertà nel mondo. Un rapporto per ricordare ai grandi della terra che si riuniscono in quel piccolo villaggio svizzero sommerso nella neve, quanto crescano le ricchezze nelle mani di pochi uomini e quanto invece aumenti il numero degli sfruttati e dei poveri sulla Terra.

Il rapporto, intitolato “Time to care – aver cura di noi” ribadisce, come negli anni precedenti, il perdurare di un fenomeno sempre in crescita e dove le cifre delle disuguaglianze sono sempre più sconvolgenti. Eccone alcune :

  • La ricchezza dell’1% delle persone più ricche del pianeta corrisponde a più del doppio della ricchezza del 90% della popolazione (6,9 miliardi di persone)
  • I miliardari del mondo intero, vale a dire soltanto 2.153 persone, possiedono più ricchezze di 4,6 miliardi di persone, vale a dire il 60% della popolazione mondiale
  • Nel mondo, gli uomini possiedono 50% delle ricchezze in più delle donne
  • Le donne svolgono più di 3/4 del lavoro domestico non retribuito e rappresentano più di 2/3 dei  lavoratori nel lavoro di cura.
  • Il patrimonio delle 22 persone più facoltose è superiore alla ricchezza di tutte le donne africane

Il rapporto dedica inoltre una parte importante al lavoro e allo sfruttamento delle donne nel mondo, in particolare per quanto riguarda il lavoro di cura non retribuito, aspetto rivelatore delle più profonde disuguaglianze economiche di genere. Il rapporto, attraverso una simulazione del valore monetario del lavoro di cura dei bambini e degli anziani e del lavoro domestico effettuato dalle donne a partire dai 15 anni, giunge ad una stima di circa 10.800 miliardi di dollari all’anno. Un valore importante, prodotto da milioni di donne invisibili e non riconosciuto.

Per approfondire: il rapporto OXFAM

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Adriana Longoni
Tra i fondatori di APICE e a lungo vicepresidente, ha lavorato per molti anni nelle Istituzioni europee coordinando i progetti nell'ambito della cooperazione allo sviluppo e della politica di vicinato, in Guinea Conakry prima e in Caucaso poi. Gestisce l’Antenna di Bruxelles dell’Associazione.

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