Open Research Europe: al via la nuova fase della piattaforma per la ricerca aperta e condivisa

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La Commissione Europea ha delineato il futuro di Open Research Europe (ORE), lo strumento dedicato alla pubblicazione ad accesso libero dei risultati scientifici derivanti dai programmi di finanziamento dell’Unione. Nata nel 2021 per favorire una diffusione della conoscenza priva di barriere economiche, l’iniziativa si appresta a entrare in una fase operativa rinnovata a partire dall’autunno del 2026. La gestione tecnica della struttura sarà affidata al CERN, mentre la direzione strategica vedrà il coinvolgimento diretto delle organizzazioni nazionali della ricerca di undici Paesi,tra cui l’Italia.

Il progetto può contare su uno stanziamento complessivo di quasi 17 milioni di euro per il quinquennio 2026-2031, con un contributo della Commissione che raggiungerà i 10 milioni. Questa nuova impostazione trasforma il portale in un servizio sostenuto collettivamente che garantisce ai ricercatori dei Paesi aderenti la possibilità di pubblicare i propri lavori senza dover sostenere costi individuali. Si tratta di un passo decisivo verso il consolidamento dello Spazio europeo della ricerca, mirato a garantire che i risultati della scienza finanziata con fondi pubblici rimangano un bene comune, accessibile a tutti e sottoposto a processi di revisione rigorosi e trasparenti.

Dall’esordio a oggi, la piattaforma ha dimostrato la validità del proprio modello con oltre 1.200 articoli pubblicati e il coinvolgimento di migliaia di accademici in tutto il mondo.

Per approfondire: Open Research Europe

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