Obiettivo zero emissioni

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Il Green Deal europeo, presentato dalla Commissione l’11 dicembre 2019, ha fissato l’obiettivo di rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. L’impegno dell’UE a favore della neutralità climatica e l’obiettivo intermedio di ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 sono stati resi giuridicamente vincolanti dalla normativa europea sul clima.

In questo ambito giovedì 16 marzo la Commissione europea ha proposto la normativa sull’industria a zero emissioni nette per aumentare la produzione di tecnologie pulite nell’UE e garantire che l’Unione sia ben attrezzata per proseguire la transizione verso l’energia pulita.

L’UE ha cercato negli anni di guidare l’azione per il clima e ha dimostrato al mondo che è possibile ottenere riduzioni ambiziose delle emissioni senza mettere a rischio la prosperità economica. La leva più importante per la riduzione globale delle emissioni è lo sviluppo di tecnologie efficienti dal punto di vista energetico a basso o senza emissioni di carbonio e la loro introduzione nei mercati globali. Ciò significa avere un forte settore manifatturiero europeo in grado di fornire queste tecnologie.

Solo un’Europa competitiva può creare prosperità per le nostre imprese e i nostri cittadini offrendo al contempo soluzioni sostenibili alle sfide climatiche e ambientali. Le pratiche sostenibili sono una buona notizia per le aziende: le aiutano a diventare più efficienti, a ridurre i costi, a migliorare la loro reputazione e ad accedere a nuovi mercati.

Le attuali discussioni sull’Inflation Reduction Act degli Stati Uniti rappresentano per l’UE l’opportunità di agire come tale per garantire condizioni di parità per la sua industria e i posti di lavoro correlati servizi o tecnologie. Un passo fondamentale verso una maggiore sostenibilità e competitività globale è sviluppare un’economia completamente circolare e creare mercati funzionanti per le materie prime secondarie. L’Unione europea deve continuare a svolgere un ruolo guida nel dimostrare che l’estrazione delle materie prime e i processi di produzione possono essere sostenibili, grantendosi al contempo l’accesso a un approvvigionamento sicuro, diversificato, economicamente accessibile e sostenibile di materie prime critiche riducendone la sua dipendenza dal resto del mondo.

Introducendo buone pratiche e lavorando con paesi terzi che la pensano allo stesso modo, l’UE può inoltre promuovere l’adozione globale dei suoi standard molto esigenti a beneficio del pianeta e della gente.

Le azioni chiave previste dalla nuova normativa per stimolare investimenti nella produzione di tecnologie a zero emissioni nette sono:

  • Definizione delle condizioni abilitanti: la normativa migliora le condizioni per gli investimenti nelle tecnologie a zero emissioni nette migliorando l’informazione, riducendo gli oneri amministrativi per l’avvio di progetti e semplificando le procedure di rilascio delle autorizzazioni. Proporrà inoltre di dare priorità ai progetti strategici a zero emissioni di rete, ritenuti essenziali per rafforzare la resilienza e la competitività dell’industria dell’UE, compresi i siti per lo stoccaggio sicuro delle emissioni di CO2 catturate. Questi progetti potranno beneficiare di tempi di autorizzazione più brevi e di procedure semplificate.
  • Accelerazione della cattura di CO2: la normativa fissa l’obiettivo dell’UE di raggiungere, entro il 2030, una capacità di iniezione annuale di 50 milioni di tonnellate nei siti strategici di stoccaggio di CO2 nell’UE, con contributi proporzionali da parte dei produttori di petrolio e gas dell’UE. Questo eliminerà un ostacolo importante allo sviluppo della cattura e dello stoccaggio di CO2 quale soluzione climatica economicamente praticabile, in particolare per i settori ad alta intensità energetica, in cui è difficile ridurre le emissioni.
  • Agevolazione dell’accesso ai mercati: per migliorare la diversificazione dell’offerta di tecnologie a zero emissioni nette, la normativa impone alle autorità pubbliche di tenere conto dei criteri di sostenibilità e resilienza per le tecnologie a zero emissioni nette nell’ambito degli appalti pubblici o delle aste.
  • Miglioramento delle competenze: la normativa introduce nuove misure per garantire la disponibilità di manodopera qualificata per la produzione di tecnologie a zero emissioni nette nell’UE, tra cui la creazione di accademie per l’industria a zero emissioni nette, con il sostegno e la supervisione della piattaforma Europa a zero emissioni nette. Le accademie contribuiranno a creare posti di lavoro di qualità in questi settori essenziali.
  • Promozione dell’innovazione: la normativa consente agli Stati membri di istituire spazi di sperimentazione normativa per testare tecnologie innovative a zero emissioni nette e stimolare l’innovazione in condizioni normative flessibili.
  • La piattaforma Europa a zero emissioni nette assisterà la Commissione e gli Stati membri nel coordinamento delle azioni e nello scambio di informazioni, anche riguardo ai partenariati industriali a zero emissioni nette. La Commissione e gli Stati membri collaboreranno inoltre per garantire la disponibilità dei dati per monitorare i progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi della normativa sull’industria a zero emissioni nette. La piattaforma Europa a zero emissioni nette sosterrà gli investimenti individuando le esigenze finanziarie, le strozzature e le migliori pratiche per i progetti in tutta l’UE. Promuoverà inoltre i contatti tra i settori a zero emissioni nette in Europa, ricorrendo in particolare alle alleanze industriali esistenti.

Il regolamento proposto dovrà ora essere discusso e approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea prima della sua adozione ed entrata in vigore.

Per approfondire: i comunicati della Commissione europea (1) (2) e del Comitato economico e sociale europeo

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