L’UE riconferma il sostegno in aiuti umanitari e allo sviluppo

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L’UE stanzia un fondo di 18,5 milioni di EURO in aiuti umanitari e allo sviluppo a Messico e America centrale

La Commissione europea, in occasione dell’evento “Solidarietà per gli sfollati forzati e le comunità ospitanti in America centrale e Messico“, ha dichiarato che stanzierà 18,5 milioni di euro in aiuti umanitari: 12 milioni sono destinati al finanziamento per l’America centrale, 6.5 milioni all’assistenza allo sviluppo. Altri 4 milioni di euro sosterranno le conseguenze umanitarie della violenza (1 milione per affrontare l’insicurezza alimentare e 3 milioni per l’istruzione nelle emergenze). I restanti 4 milioni di euro andranno ad attività di preparazione alle catastrofi.

I partecipanti all’evento hanno individuato possibili azioni congiunte per un impegno più forte e coordinato tra gli attori interessati. Almeno 7,7 milioni di persone hanno bisogno di assistenza alimentare. La pandemia ha anche aumentato i livelli di violenza, costringendo le persone a fuggire dai loro paesi.

Il Commissario per la gestione delle crisi, Janez Lenarčič, e laCommissaria per i partenariati internazionali, Commissario per la gestione delle crisi, Jutta Urpilainen, hanno dichiarato l’impegno dell’UE nel sostenere coloro che in America Centrale e in Messico vivono situazioni di disordini sociali e difficoltà economiche

Dal 1994 l’UE ha stanziato 257,4 milioni di euro in aiuti umanitari all’America centrale e al Messico e il 66% di questa somma ha aiutato a rispondere a emergenze come inondazioni, siccità, epidemie, terremoti, eruzioni, sfollamenti e conseguenze umanitarie della violenza, mentre il restante 34% è stato investito nella preparazione ad affrontare disastri futuri.

Un’altra situazione estremamente precaria si sta verificando dall’altra parte dell’Oceano, nel continente africano, dove la Commissione europea si è mossa per offrire il proprio sostegno tramite firma alla dichiarazione comune, stesa a seguito della tavola rotonda sull’emergenza umanitaria nel Tigray, Etiopia

A sette mesi dalla fine del conflitto nella regione etiope del Tigray, 400.000 persone innocenti stanno fronteggiando una carestia e la perdita di vite umane.

Dei 6 milioni del Tigray, 5,2 milioni di persone affrontano la fame e il 90% della popolazione ha estremo bisogno di aiuti umanitari.

Nonostante le numerose richieste per la fine della violenza e per l’accesso umanitario illimitato a tutte le parti del Tigray, le restrizioni sono sempre più severe e ostacolano la capacità degli operatori umanitari. Il saccheggio regolare dell’assistenza umanitaria sta spingendo la popolazione verso la fame di massa e l’utilizzo della fame dei civili come arma di guerra sta mettendo a rischio la vita di milioni di persone.

Inoltre, si manifestano sofferenze umane come la violenza sistematica sui civili, la violenza sessuale e le uccisioni extragiudiziali ed etniche, che costituiscono gravi violazioni del diritto umanitario internazionale.

Le parti in conflitto e la comunità internazionale devono agire con urgenza per evitare una carestia su vasta scala nel Tigray e l’evoluzione questa crisi che destabilizzerebbe la più ampia regione del Corno d’Africa.

Per maggiori informazioni: Scheda informativa America centrale e Messico; scheda informativa sulla preparazione alle catastrofi, la dichiarazione congiunta sul Tigray

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