L’immigrazione nell’agenda dell’Unione Europea

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Nella seduta plenaria dell’11 febbraio scorso, il Parlamento europeo ha avuto un dibattito con la Commissione Europea e il Consiglio dei ministri sul ruolo, le risorse e le capacità operative dell’Agenzia europea per le frontiere esterne (Frontex) e dell’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO).

Fra i temi affrontati il miglioramento della gestione dei flussi migratori, la garanzia di una sorveglianza delle frontiere esterne dell’UE, il salvataggio dei migranti nel Mediterraneo, il sostegno ai Paesi europei sotto particolare pressione nei loro sistemi di asilo e di accoglienza.

La continua e sempre più tragica emergenza immigrazione sarà inoltre iscritta all’ordine del giorno di un prossimo Consiglio UE Affari esteri, così come annunciato a Strasburgo dalla stessa Alta Rappresentante della politica estera, Federica Mogherini, che ha sottolineato la necessità di una sostanziale revisione delle politiche europee al riguardo.

Sullo stesso tema, le europarlamentari Patrizia Toia, Cécile Kyenge, Silvia Costa e Elly Schlein hanno commentato in una nota la più recente tragedia al largo di Lampedusa: «L’ennesima strage senza senso, che si poteva evitare. Dall’inizio del 2015 (al 10 febbraio) sono 3815 i migranti sbarcati sulle coste italiane, il 60% in più rispetto allo stesso periodo del 2014. I numeri dimostrano che il presunto effetto pull – out di Mare Nostrum ipotizzato non c’è mai stato. Anzi sono aumentate le vittime». Nella nota congiunta si legge inoltre: «Il Parlamento europeo lo scorso dicembre ha dato un segnale forte chiedendo all’Europa un approccio globale al fenomeno migratorio. Come l’UE, anche l’Italia, tuttavia, non può sfuggire alle proprie responsabilità. Fermare Mare Nostrum è stato un errore, un errore che miete vite umane (…)».

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