Le ricchezze dell’Africa

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In questo grande disordine mondiale, caratterizzato in particolare da due guerre ai confini dell’Europa e da molti altri conflitti, conosciuti o meno sparsi sulla Terra, non è esercizio inutile fermare lo sguardo su un grande continente in piena evoluzione, l’Africa. 

Molto è cambiato infatti, in questi ultimi anni, per quanto riguarda l’attenzione del mondo nei confronti di un continente che, oltre a possedere ingenti ricchezze nel suo sottosuolo, cerca di conquistare ruolo, interlocuzione, protagonismo e maggiore spazio sulla scena internazionale. E, da questo punto di vista l’Africa è diventata, di riflesso, oggetto di continuo e nuovo interesse da parte di molti Paesi, attori globali. Il Continente offre infatti nuove e ingenti opportunità economiche e di commercio, opportunità di approvvigionamento energetico e di altre risorse rare, nonché nuovi ed emergenti mercati.

L’Africa possiede infatti, secondo un recente studio dell’ONU, il 30% delle riserve minerarie mondiali, comprendenti in particolare quei materiali critici (litio, rame, cobalto, alluminio, nickel e manganese) e quelle terre rare indispensabili per una transizione energetica. Possiede inoltre il 40% dell’oro mondiale e fino al 90% del cromo e del platino, nonché le maggiori riserve di diamanti e uranio. 

Una ricchezza che, negli ultimi due anni, si somma alle enormi scoperte di giacimenti fossili, con un volume stimato in alcuni miliardi di barili di greggio e gas, sparsi su gran parte del Continente: dal Sud Africa alla Mauritania, dalla Namibia alla Costa d’Avorio. A titolo d’esempio, nel 2022 erano ben 48 su 55 i Paesi africani oggetto di trivellazioni e nuovi progetti estrattivi. 

Un potenziale enorme che fa dell’Africa un centro di investimenti delle grandi società petrolifere in aree completamente nuove per l’estrazione di petrolio e gas naturale e un continente emergente per i primi posti nella classifica dei fornitori energetici sul mercato petrolifero globale. 

E’ In questo contesto, carico di incognite sull’evoluzione politica, sociale, demografica, economica, di stabilità, di sicurezza, di contrasto alla povertà, di migrazioni, di transizione energetica e di lotta ai cambiamenti climatici, che l’Africa sta diventando un attore geopolitico e terra di grande interesse per le grandi e nuove potenze globali. 

In primo luogo la Cina, già presente in Africa dagli anni novanta e la cui Strategia della Nuova Via della seta, in particolare quella marittima, impone di passare per l’Africa e per i suoi porti strategici ; la Russia, alla ricerca di risorse minerarie, di cooperazione militare, di consensi dei Paesi africani all’ONU e soprattutto, come dimostra la recente visita del Ministro degli Esteri Lavrov, con l’obiettivo di occupare gli spazi lasciati liberi dall’Europa e dall’Occidente ; l’India, il cui interesse strategico corre lungo tre linee, l’approvvigionamento energetico e di risorse, una certa competitività nei confronti della Cina e l’ampliamento della presenza e del peso dei Paesi africani nel contesto del Sud globale ; la Turchia, da anni  impegnata a sviluppare relazioni con i Paesi africani sotto vari profili, diplomatici, economici, culturali ed umanitari.

Anche il Giappone, in questi ultimi tempi ha intensificato le relazioni economiche con l’Africa, investendo, in particolare, in settori come l’energia, le telecomunicazioni e le risorse naturali. Ed infine, è di pochi giorni fa il primo Vertice Corea del Sud – Africa, tenutosi a Seul in presenza di 48 Paesi africani. L’obiettivo, anche per Seul, era quello di stipulare accordi di cooperazione nel settore energetico e in quello delle risorse minerarie critiche, indispensabili al suo futuro sviluppo economico e digitale.

Non sarà facile per l’Europa, in questo contesto globale in grande movimento, trovare un suo spazio di cooperazione con l’Africa che non sia solo economico o di contrasto alle migrazioni, ma che contenga anche un rispettoso dialogo per i diritti fondamentali e lo sviluppo delle popolazioni africane.

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