Le proposte della Commissione per combattere la disinformazione

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Con l’avvento dei social network tutti hanno facile accesso ad una grande quantità di notizie e al potere di diffonderle, portando però una grande quantità di notizie false e di disinformazione. La Commissione sta avviando in merito molte iniziative per un’informazione più sicura e trasparente.

Le proposte per combattere la disinformazione partono da una prima precisa identificazione, definita dalla Commissione nel modo seguente “L’offensiva delle notizie false e della disinformazione rappresenta una grave minaccia alla sicurezza delle nostre società. Il sovvertimento dei canali attendibili, eseguito per far circolare contenuti tendenziosi e controversi, richiede una risposta lucida basata su maggiore trasparenza, tracciabilità e affidabilità. È essenziale che le piattaforme di Internet combattano l’abuso della loro infrastruttura da parte di soggetti ostili e tutelino i loro utenti e la società

Sulla base di questa constatazione, le proposte della Commissione hanno come obiettivo di sensibilizzare gli Stati Membri in materia e di costituire un codice comune di efficaci e buone pratiche. Questo codice di buone pratiche dovrà essere costituito coinvolgendo le piattaforme online per rendere possibile una maggiore chiarezza sull’utilizzo dei dati personali, limitandone e chiarificandone l’uso per azioni pubblicitarie, specialmente quelle a sfondo politico. Oltre a queste manovre, la Commissione specifica l’importanza di promuovere l’educazione mediatica delle persone, sviluppando il loro senso critico per riconoscere notizie false. Infine, si vorrebbe creare una rete europea di verificatori di fatti e di sistemi di identificazione online volontari per verificare l’affidabilità delle fonti e promuovere la diffusione di informazione basata su fatti.

Per attuare queste pratiche, la Commissione convocherà nel corso del 2018 un forum coinvolgendo le parti interessate per realizzare un quadro operativo. I principali soggetti interessati da queste manovre saranno in primo luogo le piattaforme online, l’industria della pubblicità e i principali inserzionisti, con l’obbiettivo di garantire ai cittadini UE l’accesso a notizie sicure, combattendo la disinformazione a livello aggregato.

Per approfondire:

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-18-3370_it.htm

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