La Polonia è stata deferita alla Corte di Giustizia dell’Unione europea

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L’indipendenza della Corte Suprema Polacca rappresenta una questione delicata per la tutela dei principi dello Stato di diritto

Come abbiamo già avuto modo di evidenziare, la Polonia è stata dapprima destinataria di una lettera di costituzione in mora e poi di un parere motivato da parte della Commissione europea per avere adottato una legge che, modificando l’età pensionabile dei magistrati della Corte Suprema polacca, mina l’indipendenza dello stesso corpo giudicante: con l’adozione di questa legge infatti 27 dei 72 giudici componenti il Collegio sarebbero mandati in pensione, dovendosi così ricorrere ad elezioni di nuovi giudici (si ricorda che la loro elezione è di tipo parlamentare, sulle cui procedure molti dubbi di costituzionalità incombono).

La Polonia è già stata oggetto di deferimento alla Corte di Giustizia per avere adottato una precedente legge, del medesimo tenore di quella ora in questione, sui tribunali ordinari: la questione è attualmente in pendenza alla Corte.

In entrambi i procedimenti di infrazione, l’accusa mossa alla Polonia da parte della Commissione è l’aver violato uno dei principi dello Stato di diritto e cioè la violazione del principio di indipendenza e di inamovibilità del Corpo giudicante, in spregio ai agli obblighi previsti dall’articolo 19, paragrafo 1, del trattato sull’Unione europea (TUE), in combinato disposto con l’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

La separazione dei poteri, l’indipendenza della magistratura, nonché l’efficienza della giustizia sono alcuni degli elementi portanti dello Stato di diritto, che l’Unione europea monitora attraverso il Quadro di Valutazione UE della Giustizia e il nuovo quadro per la salvaguardia dello Stato di diritto. La Commissione europea, insieme al Parlamento europeo e al Consiglio, è competente in virtù dei trattati a garantire il rispetto dello Stato di diritto quale valore fondamentale della nostra Unione e ad assicurare che le normative, i valori e i principi dell’UE siano rispettati.

Nel quadro di questi controlli, l’Unione europea ha ritenuto necessario deferire la Polonia alla Corte di Giustizia dell’Unione europea per proseguire con la procedura di infrazione, siccome nonostante le audizioni, la Polonia non ha fugato i dubbi e le preoccupazioni espressi dalla Commissione europea dal punto di vista giuridico. Onde evitare un ulteriore aggravamento dello Stato di salute della democrazia in Polonia, la Commissione ha altresì richiesto alla Corte di disporre le misure cautelari necessarie volte a ristabilire l’ordine precedente all’adozione delle leggi in questione.

La Commissione ha altresì richiesto che il procedimento venga deciso celermente, data la gravità della questione trattata e la necessità di preservare uno dei valori fondanti dell’Unione europea, ossia lo Stato di diritto.

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