Nuovo quadro per la salvaguardia dello Stato di diritto

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Il nuovo strumento si aggiunge alle procedure già previste nei confronti di quegli Stati che violano le norme fondamentali e i valori del diritto UE: dalla procedura di infrazione alla sospensione, nei casi reiterati e più gravi, del voto in Consiglio.

Il nuovo strumento è interamente fondato sui Trattati e non aggiunge nuove competenze al quadro UE ma intende rendere trasparente il modo in cui la Commissione esercita il proprio ruolo di “custode dei Trattati”.

Il quadro per la salvaguardia dello Stato di diritto potrà essere attivato in caso di disfunzione sistemica che compromette l’integrità, la stabilità e il corretto funzionamento delle istituzioni e dei meccanismi istituiti a livello nazionale per garantire lo Stato di diritto.

Si tratta di una sorta di meccanismo di preallarme per gestire le minacce allo stato di diritto.

Il funzionamento del Quadro è articolato in tre fasi: nel corso della prima la Commissione raccoglie ed esamina tutte le informazioni pertinenti e valuta se vi sono chiare indicazioni di una minaccia sistemica allo Stato di diritto. Se conclude che si configura effettivamente una situazione di minaccia sistemica allo Stato di diritto, dà avvio al dialogo con lo Stato membro in questione trasmettendogli un “parere sullo Stato di diritto” ai cui rilievi lo Stato membro potrà rispondere.

Nella seconda fase, che ha luogo solo se le risposte ai rilievi non sono ritenute esaurienti, la Commissione rivolgerà allo Stato membro interessato una “raccomandazione sullo Stato di diritto”, invitandolo a risolvere entro un determinato termine i problemi individuati e a comunicare i provvedimenti adottati.

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