La Corte europea dei diritti dell’uomo apre le porte al pubblico

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La Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), un organo del Consiglio d’Europa, ha avviato l’iniziativa “Una Corte aperta a tutti”, volta a favorire una maggiore conoscenza del ruolo dell’istituzione nel sistema europeo di tutela dei diritti umani. A partire da settembre, la sede della Corte a Strasburgo sarà aperta al pubblico il primo venerdì di ogni mese.

La CEDU è stata istituita nel 1959 per garantire il rispetto della Convenzione europea dei diritti dell’uomo da parte degli Stati che ne fanno parte. Attualmente la Corte esercita la propria giurisdizione sui 46 Stati aderenti alla Convenzione e tutela i diritti e le libertà fondamentali di oltre 700 milioni di persone. I singoli possono rivolgersi alla Corte quando ritengono che i propri diritti garantiti dalla Convenzione siano stati violati e abbiano già esaurito i rimedi disponibili a livello nazionale.

L’iniziativa consentirà ai visitatori di conoscere e approfondire il funzionamento della Corte, la sua storia e la sua attività nella protezione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto. Durante le visite sarà possibile approfondire il procedimento attraverso cui la Corte esamina i ricorsi presentati dai singoli, emette le proprie sentenze e contribuisce, attraverso la sua giurisprudenza, alla definizione degli standard europei in materia di diritti fondamentali.

Il progetto è stato presentato dal Presidente della Corte, Mattias Guyomar, e dalla Cancelliera, Marialena Tsirli, insieme ai rappresentanti della città di Strasburgo, tra cui la Sindaca Catherine Trautmann. L’iniziativa si inserisce nell’impegno della Corte a rafforzare la conoscenza pubblica delle proprie funzioni e del sistema europeo di protezione dei diritti umani.

Nel corso delle giornate di apertura sarà inoltre possibile visitare la mostra dedicata al 75° anniversario della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e alcune delle principali aree dell’edificio della Corte, progettato dall’architetto britannico Richard Rogers.

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