La Commissione Europea attenta alla grave crisi alimentare del Sahel

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Il Sahel, regione tra le più povere e sottosviluppate del mondo, è una cintura che attraversa l’Africa a sud del Sahara. Da sempre caratterizzata da bassi livelli di precipitazioni stagionali, negli ultimi anni convive con precipitazioni sempre più irregolari e in diminuzione. 7 milioni di persone, suddivise tra Mali, Burkina Faso, Mauritania, Ciad, Senegal e Niger, rischiano di morire di fame: tra questi, i soli decessi infantili dovuti alla malnutrizione e a cause ad essa collegate, supereranno nel nuovo anno i 300.000 (cifra peraltro già raggiunta negli anni passati in condizioni di non crisi –fonte dati Unicef).
La situazione è peggiorata ancora rispetto agli anni precedenti: si ricordi che in seguito alla crisi alimentare del Niger del 2005, la zona è una diventata prioritaria per la Commissione che ha adottato uno specifico piano Sahel ECHO, stanziando oltre € 225 milioni negli ultimi 6 anni ed investendo in un piano speciale per la regione, volto ad accrescere la consapevolezza delle problematiche nutrizionali.
Questo perché, secondo i rapporti del governi e delle agenzie umanitarie della zona, in Mauritania, Ciad, Senegal, Mali, Burkina Faso e Niger, i raccolti nel 2011 sono stati in media inferiori del 25% rispetto all’anno precedente. La causa principale di questa insicurezza alimentare è dovuta alle scarse ed irregolari precipitazioni, ma anche all’aumento mondiale dei prezzi alimentari (già ora il prezzo del cibo è aumentato del 40% ma ci si attende un aumento del 75% nei periodi di maggiore crisi), alla crescita della popolazione (3% all’anno), agli attacchi dei parassiti sulle colture, e alla rapidità della successione di questa nuova crisi rispetta a quella avvenuta nel 2010: così le famiglie più povere non hanno avuto il tempo di ricostruire le loro attività e i loro risparmi rimanendo fortemente scoperti di fronte a questa nuova emergenza che mette a rischio malnutrizione 22,9 milioni di persone.
La Comunità internazionale è però al corrente di una possibile ed imminente catastrofe per il 2012: infatti i governi dei cinque paesi maggiormente a rischio hanno dichiarato, già alla fine del 2011, lo stato di emergenza avanzando una richiesta di assistenza internazionale. Un’ azione tempestiva può ridurre il rischio che ciò si verifichi. In quest’ottica è stato annunciato dal Commissario Europeo responsabile per l’Assistenza umanitaria dell’Unione, Kristalina Georgieva, in visita in questi giorni in Niger e in Ciad, che la Commissione Europea sta raddoppiando il suo aiuto umanitario nella regione del Sahel africano a 95 milioni di euro, offrendo così una risposta alle richieste di assistenza provenienti dai paesi colpiti dalla crisi alimentare.
L’ondata di questo finanziamento va ad aggiungersi ai 10 milioni di euro che la Commissione ha già stanziato nel novembre scorso per la crisi nella regione, per un totale di 105 milioni di euro per aiuti umanitari. La Georgieva ha poi assicurato che la «Commissione Europea mobiliterà 250 milioni di euro nel lungo periodo, per garantire assistenza alimentare nel Sahel». Secondo le recenti stime è necessario raddoppiare ulteriormente gli aiuti per aiutare i 7 milioni di persone che nei prossimi sei mesi saranno in forte difficoltà. Per questo la Commissaria ha richiesto l’aiuto di tutta la Comunità internazionale.

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