La Commissione europea adotta una serie di proposte in caso di una Brexit senza accordo

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Le proposte riguardano il programma Erasmus+, il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale e il bilancio dell’UE

In aggiunta ai lavori svolti sin dal dicembre 2017, la Commissione europea ha recentemente adottato una serie di proposte riguardanti il programma Erasmus+, il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale e il bilancio dell’UE nel caso in cui l’abbandono dell’Unione Europea da parte del Regno Unito (“Brexit”), previsto per il 29 marzo 2019, avvenga senza accordo (“No deal”).

Per ciò che concerne l’Erasmus+, tale programma consente attualmente a 14.000 cittadini europei di studiare, insegnare, formarsi e lavorare nel Regno Unito e a 7.000 giovani britannici di svolgere le medesime attività negli altri 27 Paesi dell’UE. Se avvenisse una Brexit senza accordo, tutte queste persone si troverebbero nella condizione di non poter terminare il semestre Erasmus+ e di non poter più godere di borse di studio. La Commissione europea ha perciò proposto che coloro i quali sono coinvolti in tale situazione possano continuare ad essere beneficiari dei vantaggi succitati fino al termine del loro programma di scambio.

Rispetto alla sicurezza sociale dei cittadini che hanno deciso di fruire della libera circolazione prima della Brexit, la Commissione ha proposto di salvaguardare i loro diritti, comprendenti, tra gli altri, i periodi di assicurazione, di lavoro e di residenza nel Regno Unito, in particolare per quanto riguarda il calcolo delle prestazioni sociali e delle pensioni . Gli Stati membri dovranno, inoltre, applicare i principî di aggregazione, assimilazione e parità di trattamento nell’ambito del coordinamento della sicurezza sociale dell’Unione Europea. Tuttavia, essa non riguarda tutti quei diritti accumulati dopo il 29 marzo 2019, data prevista per l’uscita del Regno Unito.

Per quanto riguarda, invece, il bilancio, il Regno Unito dovrebbe continuare a onorare gli impegni assunti durante la permanenza nell’UE; parimenti l’Unione Europea si impegnerà ad onorare i propri impegni e a continuare ad effettuare pagamenti nel 2019 ai beneficiari del Regno Unito per i contratti firmati prima del 30 marzo 2019.

Le proposte presentate dalla Commissione sono di natura temporanea e saranno adottate unilateralmente dall’Unione europea. Tali misure non mitigheranno tuttavia l’impatto generale di uno scenario senza accordo.

La Commissione europea si impegnerà ora affinché i co-legislatori dell’UE – Parlamento e Consiglio – adottino gli atti legislativi proposti nell’arco di breve tempo e comunque prima del 30 marzo 2019.

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