L’ONU critica l’Italia per il reato di clandestinità  

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L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Louise Arbour, ha criticato la «recente decisione del governo italiano di rendere reato l’immigrazione illegale» e condannato i recenti attacchi contro la popolazione rom.
Intervenendo al Consiglio dell’ONU sui diritti umani, riunito nella sua ottava sessione a Ginevra, l’Alto commissario ha affermato che «in Europa le politiche repressive, così come gli atteggiamenti xenofobi e intolleranti, contro l’immigrazione irregolare e minoranze indesiderate, sono una seria preoccupazione». Arbour ha citato il caso italiano come esempio di queste politiche ed atteggiamenti, suscitando le reazioni della delegazione italiana che ha espresso «stupore» per le critiche a un Paese «da sempre in prima linea nella battaglia contro il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza», ha affermato l’ambasciatore Giovanni Caracciolo di Vietri.
La delegazione italiana ha poi precisato che l’Italia non ha ancora introdotto il reato di immigrazione clandestina e che il relativo progetto di legge deve essere ancora esaminato dal Parlamento. L’obiettivo della norma, ha osservato la delegazione italiana, è di contrastare il fenomeno dell’immigrazione illegale e non avrebbe alcun legame con atteggiamenti xenofobi.
Nel suo intervento, l’Alto commissario ONU ha ricordato anche i recenti attacchi contro gli stranieri in Sudafrica ed espresso particolare preoccupazione per il «disastro umanitario e dei diritti umani» in Somalia e per gli ostacoli agli aiuti in favore delle vittime del ciclone in Birmania.

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