Istruzione e formazione nell’Unione Europea: il sostegno agli insegnanti è fondamentale per costruire lo Spazio europeo dell’istruzione

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La Commissione europea ha recentemente pubblicato la relazione di monitoraggio del settore dell’istruzione e della formazione relativa al 2019

In contemporanea con il secondo Summit europeo dell’istruzione, la Commissione europea ha pubblicato la relazione di monitoraggio del settore dell’istruzione e della formazione relativa al 2019, che analizza i processi in corso nell’Unione Europea e negli Stati membri. Ciò che emerge da questa inchiesta è come vi siano stati ulteriori passi in avanti verso obiettivi importanti, ma come al tempo stesso sia evidente la necessità di sostenere meglio gli insegnanti e rendere più attrattiva tale professione.

La Commissione sostiene gli Stati membri al fine di migliorare i propri sistemi di istruzione attraverso cooperazione in termini di politiche, benchmarking e finanziamento di programmi quale l’Erasmus+. La relazione di monitoraggio, la principale pubblicazione annuale dell’Unione Europea sull’istruzione, è parte integrale di tale lavoro.

L’edizione di quest’anno della relazione, l’ottava, si concentra sugli insegnanti, includendo e analizzando i risultati di un’inchiesta sugli insegnanti condotta dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). Quest’ultima ha messo in evidenza la necessità per i docenti di essere formati meglio al fine di fronteggiare questioni importanti, quali l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, l’insegnamento agli studenti con necessità specifiche e l’insegnamento in classi multiculturali.

Per raggiungere questi obiettivi, la relazione di monitoraggio raccomanda di garantire un numero adeguato di insegnanti nel sistema, in ogni materia, sia nelle aree rurali sia in quelle urbane. Al tempo stesso, viene, però, evidenziato come siano necessari grandi sforzi al fine di attirare le persone migliori verso l’insegnamento, assicurandosi che siano formate adeguatamente e motivate a mantenere la professione.

Rispetto agli investimenti nell’educazione, i dati più recenti riportati dalla relazione mostrano come la spesa pubblica nell’educazione nell’Unione Europea sia rimasta ampiamente stabile a livello UE, mentre gli Stati membri investono meno nell’istruzione di quanto facessero prima della crisi economica del 2007/2008.

Se ci si concentra, invece, sull’abbandono scolastico, gli Stati membri hanno pressoché raggiunto i loro obiettivi. In ogni caso, mentre la percentuale di studenti che hanno lasciato la scuola è scesa dal 14,2% del 2009 al 10,6% del 2018, questo trend sta rallentando a partire dal 2016.

È, poi, importante sottolineare come la percentuale di giovani che possiedono un diploma di istruzione terziaria sia cresciuta dal 32,3% del 2009 al 40,7% del 2018. La relazione evidenzia, inoltre, come un più alto livello di istruzione corrisponda a più alte percentuali di occupazione tra le persone laureatesi di recenti e una partecipazione maggiormente significativa nell’istruzione per adulti.

Il commissario per l’Educazione, la cultura, la gioventù e lo sport, Tibor Navracsics, ha affermato: «Per costruire un’Europa resiliente, coesa ed equa, dobbiamo investire nell’istruzione. Ciò significa soprattutto investire negli insegnanti, dando loro gli strumenti e il riconoscimento che si meritano. Il successo di ogni riforma dell’istruzione dipende dagli insegnanti: è per questo che una migliore risposta alle loro necessità è la chiave per costruire un vero Spazio europeo dell’istruzione entro il 2025. Sono orgoglioso di ciò che abbiamo raggiunto con gli Stati membri nel corso degli ultimi anni, ma altro lavoro ci attende».

Per approfondire: il comunicato della Commissione europea

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