Indagini transfrontaliere: Italia deferita alla Corte di giustizia UE

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A dieci anni dalla scadenza dei termini, l’Italia non consente ancora agli altri Paesi UE di accedere ad informazioni utili alle indagini transfrontaliere

La Commissione europea ha deciso di deferire il nostro Paese alla Corte di giustizia dell’UE per inadempimento degli obblighi previsti in materia di giustizia dalle cd. “decisioni di Prüm”.

Le norme, introdotte nel 2008, prevedono la possibilità, da parte degli organi di giustizia di un Paese dell’Unione, di rivolgersi alle autorità di un altro Paese membro per verificare se nelle banche dati di quest’ultimo sono presenti informazioni in materia di DNA, impronte digitali o veicoli immatricolati riconducibili a soggetti sospettati della commissione di reati; una volta accertata la sussistenza di tali informazioni, gli inquirenti possono successivamente procedere all’attivazione dell’iter necessario ad accedere al contenuto dei dati. 

Il termine per l’attivazione del sistema transnazionale di verifica cadeva nell’agosto del 2011; l’Italia, nonostante una lettera di costituzione in mora trasmessa nel 2017, non ha ancora provveduto all’attivazione del sistema di verifica.

Per approfondire: il comunicato della Commissione

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