Il premio giornalistico del PE 2023 va all’indagine sul naufragio di Pylos

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Daphne Caruana Galizia era una giornalista e attivista maltese, autrice di numerose inchieste sulla corruzione, il riciclaggio di denaro, la criminalità organizzata, la vendita della cittadinanza e i legami del governo maltese con i Panama Papers. In seguito a numerose minacce, è stata uccisa nell’esplosione di un’autobomba il 16 ottobre 2017. Nel dicembre del 2019 il Parlamento europeo ha istituto un premio giornalistico in suo omaggio, che viene assegnato ogni anno (in occasione dell’anniversario dell’assassinio) per riconoscere i meriti eccezionali di un giornalismo che promuove o difende i principi e i valori fondamentali dell’Unione europea, come la dignità umana, la libertà, la democrazia, l’uguaglianza, lo Stato di diritto e i diritti umani.

Quest’anno il premio è stato assegnato ad un consorzio greco-britannico-tedesco per l’indagine sul naufragio dell’Adriana, costato la vita a più di 600 migranti a Pylos, in Grecia. L’agenzia investigativa greca Solomon, l’emittente pubblica tedesca StrgF/ARD e il quotidiano britannico The Guardian sono gli autori dell’indagine congiunta che ha portato alla luce le responsabilità della Guardia costiera greca nella tragedia avvenuta al largo delle coste di Pylos.

Durante la cerimonia di premiazione, la Presidente Metsola ha dichiarato: “Oggi, come ogni anno, onoriamo la memoria di Daphne Caruana Galizia con un premio che è un potente promemoria della sua lotta per la verità e la giustizia. I giornalisti di tutto il mondo continuano ad essere presi di mira per via del loro lavoro, ma si rifiutano di essere messi a tacere. Questo Parlamento è al loro fianco in questa battaglia di lunga data per salvaguardare la libertà di stampa e il pluralismo dei media in Europa e non solo”.

Per approfondire Il premio giornalistico del PE 2023 va all’indagine sul naufragio di Pylos | Attualità | Parlamento europeo (europa.eu)

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