Il Parlamento europeo chiede una definizione comune di stupro basata sul consenso 

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Le commissioni per le Libertà civili (LIBE) e per i Diritti delle donne (FEMM) del Parlamento europeo hanno approvato mercoledì scorso una relazione che esorta la Commissione europea a proporre una legislazione per definire lo stupro basandosi esclusivamente sull’assenza di consenso

La relazione, adottata con 75 voti favorevoli, 27 contrari e 3 astensioni, mira a stabilire uno standard comune in tutta l’Unione, superando le legislazioni di quegli Stati membri che ancora richiedono la prova dell’uso della forza o della violenza per configurare il reato.

Secondo gli eurodeputati, il consenso deve essere inteso come un atto liberamente dato, informato e revocabile. Tale approccio è considerato l’unico modo per garantire un accesso effettivo alla giustizia, migliorando i tassi di denuncia, condanna e recupero delle vittime. 

La proposta punta inoltre a integrare la direttiva UE del 2024 sulla violenza contro le donne e ribadisce la richiesta di inserire la violenza di genere tra i reati di competenza dell’UE.

Oltre alla definizione legale, il Parlamento europeo avanza una serie di richieste per una protezione completa delle vittime:

  • Accesso all’aborto sicuro e legale e assistenza medica completa.
  • Creazione di centri di crisi attivi 24 ore su 24 e meccanismi di riparazione efficaci. 
  • Formazione specializzata per forze dell’ordine e magistratura per eliminare gli stereotipi di genere ed evitare la vittimizzazione secondaria.
  • Campagne di sensibilizzazione contro la propaganda misogina online.

Le relatrici Evin Incir e Joanna Scheuring-Wielgus hanno sottolineato l’urgenza di questa misura, citando il caso di Gisèle Pelicot come un punto di svolta che ha scosso l’opinione pubblica e la politica. 

“Il principio ‘solo sì significa sì’ deve avere lo stesso significato in ogni Stato membro“. 

Il prossimo passo istituzionale è previsto per la sessione plenaria del 25 e 26 marzo 2026, quando il testo saràsottoposto al voto del Parlamento europeo.


Per approfondire: Time for EU legislation to define rape based on absence of consent, say MEPs

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Caterina Marino
Dal 2022 faccio parte di APICE, realtà a cui mi sono avvicinata grazie a un’esperienza di alternanza scuola-lavoro che mi ha aperto le porte al mondo dell’Unione Europea. Ho partecipato a scambi Erasmus+ e al Corpo Europeo di Solidarietà, esperienze che hanno rafforzato la mia passione per l’Europa e il dialogo interculturale. Attualmente vivo e studio all'estero, frequentando un corso in European Studies.

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