Il Comitato delle regioni europee interviene sulla strategia di riduzione delle emissioni di CO₂

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Nel quadro della strategia comunitaria per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, e dietro richiesta della Commissione, gli enti locali europei hanno evidenziato la necessità di un coinvolgimento attivo dei vari livelli di governo locale per il raggiungimento degli obiettivi. Questo nuovo progetto legislativo fissa per il 2030 target che riguardano principalmente la riduzione di CO₂ in settori chiave come l’edilizia, la piccola industria, i trasporti, l’agricoltura, la gestione dei rifiuti e la silvicoltura. Le amministrazioni locali detengono prerogative specifiche nella regolazione di questi settori di attività. Il Comitato europeo delle regioni ha dunque adottato una serie di raccomandazioni concrete che sottolineano l’importanza di investimenti per un supporto attivo alle politiche locali. Si stima che i settori citati (che escludono l’industria pesante e l’energia) influiscano per il 55% delle emissioni europee di CO₂, perciò si rende urgente un più efficace intervento se si vuol tener fede ai recenti accordi sul clima siglati a Parigi. In questo quadro, sostengono gli enti locali europei, è necessario sostenere le potenzialità locali di strutturare e pianificare azioni di sviluppo locale.  In parallelo si richiama l’attenzione sulla necessità di un attivo coinvolgimento dei vari livelli di governo locale nel processo di verifica e monitoraggio. Gli enti locali costituiscono infatti, direttamente o indirettamente, la fonte principale di raccolta dati. Perciò il Comitato delle regioni ritiene necessaria una periodica verifica degli obiettivi di riduzione delle emissioni a cadenza quinquennale.

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