I prossimi impegni del Parlamento Europeo

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La scorsa settimana il Parlamento Europeo si è riunito in sessione plenaria: nelle discussioni hanno occupato un posto di rilievo le questioni economiche.
In prima linea la questione eurobond, considerati, secondo quanto afferma una risoluzione approvata mercoledì dal Parlamento, un elemento di stabilità per la zona euro nel medio termine, ma solo se i problemi legati alla loro introduzione saranno risolti, evitando così il “rischio morale”, rendendo il sistema Europa più attraente, rispetto ai paesi con un rating più alto, e introducendo meccanismi obbligatori di riduzione del debito. Secondo i deputati è comunque fondamentale assicurare un maggior coordinamento fiscale e una migliore governance economica UE.
Allo stesso tempo, i deputati sottolineano l’urgenza di azioni “volte ad affrontare risolutamente l’attuale crisi del debito sovrano, come il patto europeo per il rimborso del debito proposto dal Consiglio tedesco degli esperti economici e/o la messa a punto e la ratifica di un trattato MES e/o di eurotitoli a breve termine, nonché la gestione comune dell’emissione di debito sovrano”.
È stato poi preso in esame il rapporto sulla crescita annuale della Commissione, arrivando a stabilire la necessità di riforme strutturali e di azioni in grado di favorire la crescita economica, in vista anche del prossimo Consiglio Europeo che si svolgerà nel mese di marzo.
Degno di nota è sicuramente il confronto, avvenuto nei giorni seguenti in plenaria, sul rispetto per la vita e i diritti dell’uomo in Siria, ma anche in Russia e in Ungheria. I deputati del Parlamento hanno espresso la loro preoccupazione sullo svolgimento delle prossime elezioni presidenziali russe, adottando, il 16 febbraio, una risoluzione per chiedere delle riforme che rinforzino la democrazia e garantiscano delle elezioni libere e corrette. Considerate la mancanza d’indipendenza dell’amministrazione elettorale, la violazione delle procedure, la parzialità della stampa e l’interferenza dello stato durante la campagna elettorale dello scorso dicembre, il Parlamento Europeo ha richiesto alle autorità russe delle riforme per facilitare l’iscrizione dei partiti politici e dei candidati, e la possibilità di osservare da vicino lo svolgimento delle elezioni per accertare eventuali irregolarità.
Si è poi discusso della situazione in Ungheria con la votazione di una risoluzione che esprime le preoccupazioni dei deputati europei, già evocate dalla decisione della Commissione di aprire tre procedure d’infrazione nei confronti del Paese guidato da Órban.
Parallelamente al discorso della tutela dei diritti umani sono state adottate misure per combattere la fame in Europa, confermando il prolungamento per altri due anni del programma “Cibo per i bisognosi”: si continuerrano così a fornire alimenti ai 18 milioni di cittadini europei che fanno affidamento sul programma.
La Plenaria si è poi conclusa con il sostegno del PE ai produttori di latte che, grazie ad una nuova normativa, potranno negoziare il prezzo per il latte crudo, senza infrangere le regole della concorrenza leale, e si è inoltre prospettato un maggior accesso ai libri per i non vedenti, grazie alla possibilità di far cedere alle case editrici i diritti d’autore, permettendo così la ristampa dei testi.
Ora il calendario del Parlamento prevede che i deputati svolgano delle attività extraparlamentari, avvicinandosi ai propri elettori in delegazione in paesi lontani o negli Stati membri. Per questo motivo, nel corso di questa settimana, il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, farà la sua prima visita ufficiale in Italia e incontrerà il presidente Giorgio Napolitano, i presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, e il primo ministro Mario Monti.
Altre delegazioni del Parlamento Europeo partiranno invece in settimana per il Caucaso del Sud, l’Ucraina, il Bangladesh, la Mauritania, la Bosnia, la Norvegia, il Senegal, la Turchia, l’India e l’Arabia saudita. Una delegazione formata da quattro membri visiterà l’Armenia e l’Azerbaijan per incontrare i due rispettivi presidenti, mentre una delegazione per i Diritti delle donne andrà in Turchia per valutare la situazione sulla parità di genere.
Gli europarlamentari, invece, incontreranno i deputati nazionali in Norvegia, Bangladesh, Mauritania e Ucraina. A metà settimana inizierà anche una missione di osservazione elettorale in Senegal per seguire le prossime elezioni presidenziali. Una delegazione della commissione allo Sviluppo si recherà in India e una delle commissioni per il Budget ad Haiti.

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