Esame trimestrale sull’occupazione: situazione sociale molto grave

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I risultati dell’ultimo “Esame trimestrale sull’Occupazione e la Situazione Sociale” (Employment and Social Situation Quarterly Review) presentato a Bruxelles alla fine di settembre 2012, evidenziano una situazione sociale e occupazionale molto grave: dalla fine del 2011 l’UE sta attraversando una fase di recessione e il clima economico generale è ai minimi degli ultimi tre anni. Mentre in Italia e nel Regno Unito si è registrata un’ulteriore contrazione economica, in Spagna e in Portogallo l’attività economica e l’occupazione hanno subito una forte flessione, in alcuni Stati membri dell’UE (Germania, Francia e Polonia), l’economia ha continuato a crescere.
Nel secondo trimestre dell’anno si è registrato un aumento della disoccupazione con differenze significative tra gli Stati membri, un deterioramento della situazione finanziaria delle famiglie e un aumento della povertà infantile.
La disoccupazione continua a crescere ed ha raggiunto la quota record di 25,3 milioni, con un aumento di 2,6 milioni di unità (+11,6%) rispetto al marzo 2011. Il tasso di disoccupazione, che a livello di UE è ora al 10,4%, è aumentato in 17 Stati membri e si sono nuovamente accentuate le disparità tra i paesi UE meno in difficoltà e i paesi “periferici”. Il divario fra il paese dell’UE con la percentuale di disoccupazione più bassa (Austria, 4,5%) e quello con la percentuale più alta (Spagna, 25,1%) è attualmente di 20,6 punti percentuali, un massimo storico. Il numero dei disoccupati di lunga durata è aumentato dall’anno scorso in 15 Stati membri, raggiungendo la quota di 10,7 milioni. I disoccupati di lunga durata costituiscono attualmente il 4,5% della popolazione attiva (+0,4 punti percentuali nell’ultimo anno). Particolarmente preoccupante è il livello raggiunto dalla disoccupazione giovanile (22,5% a luglio nell’UE): dodici Stati membri hanno registrato tassi superiori al 25% e solo tre restano sotto la soglia del 10%: Austria, Germania e Paesi Bassi. Oltre ai disoccupati si contano circa 8,6 milioni di lavoratori a tempo parziale sottoccupati, prevalentemente donne, ed altri 10,9 milioni di persone situate in una zona grigia tra l’inattività e la disoccupazione, in cui rientra anche chi abbia rinunciato alla ricerca di un lavoro.
In aumento il numero dei giovani disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione (NEET) per i quali la Commissione prevede di lanciare due iniziative entro la fine dell’anno: una proposta per garantire che i giovani abbiano un posto di lavoro, continuino gli studi o frequentino un corso di formazione entro 4 mesi dal termine della scuola, ed una proposta per inquadrare sotto il profilo qualitativo i tirocini.
Anche il reddito disponibile lordo delle famiglie è diminuito in due terzi dei paesi dell’UE tra il 2009 e il 2011: in Grecia sono scesi del 15,7%, in Irlanda del 9%) e Lituania, Spagna, Cipro ed Ungheria tutti oltre il 4%. Dati in netto contrasto con la situazione osservata nei paesi nordici ed in Germania, Belgio, Slovacchia e Francia, paesi in cui i sistemi di protezione sociale e una maggiore tenuta del mercato del lavoro hanno fatto sì che i redditi continuassero ad aumentare anche durante la crisi, anche se quote significative della popolazione di questi Paesi hanno registrato un aumento della povertà.
I bassi redditi da lavoro dei genitori e gli elevati tassi di disoccupazione fanno sì che la povertà infantile colpisca un numero sempre maggiore di famiglie. L’entità e l’efficacia delle prestazioni per i figli a carico variano notevolmente all’interno dell’UE, così come varia la percentuale di bambini a rischio di povertà: dal 10% approssimativo della Danimarca e della Finlandia al 20% ed oltre di Spagna, Grecia, Bulgaria, Portogallo, Italia, Romania, Lettonia, Polonia, Lituania e Lussemburgo.

Clicca qui per scaricare il documento “Esame trimestrale sull’occupazione e la situazione sociale”

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