Energia e ambiente: trattative in corso tra i governi dell’UE

Prevedere una certa flessibilità   a fronte di «preoccupazioni giustificabili», garantire «un’equa distribuzione dei costi», ma gli obiettivi che l’UE si pone per fronteggiare i cambiamenti climatici «non sono negoziabili» ha detto il presidente della Commissione europea, Josà© Manuel Barroso, alla vigilia del Consiglio europeo che dovrà   decidere all’unanimità   sul pacchetto «energia-clima».
Barroso ha perಠammonito che chiudere il Consiglio dei capi di Stato e di governo dell’UE senza un accordo, «sarebbe una sconfitta collettiva». Per questo si cerca fino all’ultimo momento un compromesso tra le varie richieste dei governi. Intanto, Consiglio, Commissione e Parlamento europei hanno raggiunto un’intesa sulle energie rinnovabili che dovrebbe tener conto della richiesta italiana, con l’introduzione di una clausola di revisione nel 2014. Tale clausola, che riguarda la direttiva con cui l’Europa intende raggiungere l’obiettivo del 20% di consumi da energie pulite entro il 2020, prevede meccanismi di cooperazione fra Stati con riferimento ai progetti comuni e la possibilità   di trasferire quote di energie rinnovabili da un Paese all’altro.
Nel testo di compromesso, strappato dall’Italia e che dovrebbe permettere di evitare la rottura nel corso del Consiglio europeo, non si fa esplicitamente riferimento a una «revisione» bensì è richiesto alla Commissione europea di presentare nel 2014 un rapporto per proporre «adeguati adattamenti delle misure di cooperazione in modo da migliorare l’efficacia dell’obiettivo del 20%». Tuttavia è specificato che queste proposte non dovranno intaccare l’obiettivo generale del 20% (anche se probabilmente da vincolante diventerà   semplicemente indicativo), nà© il controllo degli Stati membri sui propri sistemi di sostegno e cooperazione nazionale.
L’Italia chiede inoltre l’esenzione dei piccoli impianti produttivi (quelli che emettono meno di 500.000 tonnellate di anidride carbonica l’anno) dagli obblighi previsti dalla direttiva, che così non dovrebbe applicarsi a circa la metà   delle piccole e medie imprese, e intende ottenere la revisione delle disposizioni sulle norme per la riduzione delle emissioni inquinanti alla luce degli esiti della Conferenza di Copenaghen, che a fine 2009 dovrà   definire il nuovo regime globale per il cosiddetto post-Kyoto.

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1 COMMENTO

  1. Che vergogna l’Italia sulla questione del clima! Un altro esempio dell’arretratezza culturale e della miopia generale del paese. Peggio di noi a quanto sembra ci sono solo polacchi e cechi (per il premier ceco “il clima non sta cambiando”)

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