Emissioni, rinnovabili, efficienza energetica: un bilancio del 2019

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In attesa delle anomalie previste per il 2020, due nuovi report mostrano segnali incoraggianti

A che punto è il cammino dell’Unione verso la riduzione delle emissioni di CO2?

Ce lo illustrano due diverse relazioni recentemente pubblicate, la Relazione annuale UE sui progressi dell’azione per il clima, adottata dalla Commissione europea, e il report “Trend e proiezioni dell’Europa 2020”, pubblicato dall’Agenzia europea dell’ambiente.

I dati presentati, relativi all’anno 2019, sono piuttosto incoraggianti.

Emissioni di gas serra

Le emissioni di gas serra si sono complessivamente ridotte del 3,7% rispetto ai valori del 2018. Il calo, senza precedenti, è da attribuire in via principale al settore della produzione di energia elettrica (-15% circa), nel quale procede a buon ritmo la sostituzione della produzione da carbone con quella da fonti rinnovabili e gas; significativa anche la riduzione delle emissioni incluse nel sistema di scambio delle quote di emissione ETS (-9,1%), mentre continua a registrare una pur lieve crescita il comparto del trasporto aereo (+1%).

I progressi compiuti non sono tuttavia uniformemente distribuiti tra i vari Paesi UE: 12 di questi, secondo le stime preliminari, hanno superato la soglia di emissioni prevista per il 2019 – Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Malta e Polonia.

Energie rinnovabili

Sul fronte delle energie rinnovabili, è molto vicino il raggiungimento dell’obiettivo previsto per il 2020, ossia far sì che da queste sia prodotto almeno il 20% dell’energia consumata nell’Unione: nel 2019 è stata infatti raggiunta la soglia del 19,4%, in particolare – come sopra anticipato – grazie al comparto energetico; risultati inferiori agli obiettivi, invece, nel settore dei trasporti, per il quale appare ancora piuttosto lontano il traguardo del 10% di energia proveniente da fonti rinnovabili; come per le emissioni, alcuni Paesi necessiteranno di ulteriori investimenti per conseguire gli obiettivi prefissati per il 2020: Austria, Belgio, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna.

Efficienza energetica

Dati non particolarmente brillanti, infine, per quanto concerne l’efficienza energetica, rispetto alla quale solo nove Paesi su ventisette presentano un andamento compatibile coi rispettivi target: Finlandia, Grecia, Lettonia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna e – sorpresa – l’Italia, per una volta presente solo nella lista dei “buoni”.

Conclusioni

I dati dei report, globalmente abbastanza positivi, non devono tuttavia indurci ad abbassare la guardia: il conseguimento degli obiettivi previsti per il 2020 è solo il primo passo in un percorso verso i ben più ambiziosi target previsti per il 2030 e 2050, rispetto ai quali le attuali previsioni evidenziano l’imprescindibile necessità di ulteriori investimenti. NextGenEU e il prossimo Quadro finanziario pluriennale 2021 – 2027, in tal senso, potrebbero rivelarsi decisive.

Per approfondire: la relazione annuale UE sui progressi dell’azione per il clima(testo integrale), il report “trend e proiezioni 2020” dell’Agenzia europea per l’ambiente(testo integrale)

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