
L’Unione Europea corre, ma senza abbastanza lavoratori qualificati.
Nel 2024 il 77% delle imprese europee ha dichiarato che la carenza di competenze rappresenta un ostacolo notevole per gli investimenti lungo termine.
E’ questa una delle nuove sfide del Consiglio, che ha deciso di contrastare le carenze di manodopera e di competenze in tutta l’Unione Europea adottando da novembre 2025 una raccomandazione sul capitale umano, con l’obiettivo di fronteggiare la mancanza di esperienza sempre più evidente nei settori strategici (salute, agricoltura, TIC, ingegneria civile e istruzione), messi sotto pressione da progressi tecnologici e sfide demografiche.
Il capitale umano, ovvero le conoscenze, le competenze e la formazione di un individuo o di un gruppo, è una risorsa fondamentale per rafforzare la competitività, la resilienza economica e la coesione sociale dell’UE.
Secondo le stime europee, quattro adulti su cinque acquisiscono competenze attraverso la formazione professionale: per questo il Consiglio promuove partenariati tra enti formativi, incoraggia gli Stati membri a investire nelle competenze, a rendere più attrattivi IFP (Istruzione e Formazione Professionale) e apprendistati, a garantire un accesso equo all’educazione fin dalla prima infanzia e a creare programmi universitari e di formazione di livello superiore nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) più attrattivi e pertinenti.
È dunque così che, in un contesto economico sempre più competitivo, l’emergenza delle competenze si conferma centrale per il futuro dell’Unione europea, rendendo il capitale umano una priorità non più rinviabile.
Per approfondire: Raccomandazione sulla carenza di competenze e capitale umano












